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A Treviso e Belluno un'impresa responsabile ogni tre

Censite 333 azioni su 1000 nel Veneto. Settanta le aziende intervistate. Ecco gli esempi di buone pratiche per l’ambiente, il sociale e il personale

Nelle province di Treviso e Belluno è molto alta la “densità” di azioni legate alla Responsabilità sociale d’impresa. Nelle 70 aziende intervistate di persona da Cesare Granati, borsista di ricerca dell’Università Ca’ Foscari, sono state censite ben 333 attività che possono essere etichettate come responsabili in tre direzioni: verso l’ambiente, verso la comunità territoriale e verso i dipendenti. Si tratta di ben un terzo di tutte le azioni censite in tutto il territorio regionale. A dirlo è lo studio «Gli impatti della Responsabilità sociale d’impresa e di territorio nelle province di Treviso e Belluno», frutto di due anni di ricerca coordinata da Irecoop Veneto, tra le attività del progetto “CSR e territorio: competitività e sviluppo responsabile”, finanziato dalla Dgr n.948/2016 – Responsabilmente – Promuovere l’innovazione sociale e trasmettere l’etica. I risultati sono stati presentati nel corso dello Strategy Innovation Forum, il 25 ottobre a Venezia. Il campione oggetto dello studio è costituito per il 51,4% da aziende del commercio e dei servizi, per il 27,1% da attività manifatturiere, dell’edilizia e minerarie, per il 17,1% da agricoltura, silvicoltura e pesca e industrie alimentari. Fra le azioni censite, la maggior parte riguarda la governance e le politiche verso i dipendenti come lo smart working e il welfare aziendale (162, pari al 48,6%); in seconda posizione troviamo le azioni “social” cioè rivolte al sostegno della comunità territoriale dove si trova l’azienda (99 azioni, pari al 29,7% del totale); infine in terza posizione ci sono le azioni rivolte alla tutela dell’ambiente (72, pari al 21,6%).

«È interessante notare come a livello territoriale la Responsabilità sociale d’impresa è risultata essere equamente distribuita tra aziende profit e no profit – commenta Cesare Granati –. Sulle azioni di sostenibilità ambientale ci sono ottimi esempi, e lo stesso vale per il sociale. L’interazione tra azienda e attori territoriali è positiva, e abbiamo incontrato esempi di alternanza scuola-lavoro molto efficace: in molte aziende i giovani che entrano per uno stage poi vengono assunti. Sul fronte della gender diversity c’è da migliorare: solo nel 12% delle aziende analizzate il management è a maggioranza femminile. Anche il ricambio generazionale è una questione aperta: nel 56,5% dei casi il management ha tra 41 e 50 anni, nel 22,5% più di 50 anni, mentre solo nel 19,8% dei casi ha meno di 40 anni». A margine della presentazione dei risultati sono state raccontate da imprenditori e manager le buone pratiche di alcune aziende che interpretano la Responsabilità sociale a tutto tondo: Contarina Spa di Lovadina di Spresiano (Treviso), Labomar Srl di Istrana (Treviso), Amorim Cork Italia Spa di Scomigo (Treviso), Perlage Srl di Farra di Soligo (Treviso) e la cooperativa sociale Erga di Dosson di Casier (Treviso), che hanno messo in pratica politiche di Responsabilità sociale che sono esempio per tutta la comunità imprenditoriale di Treviso e Belluno.

Oltre a queste, il ricercatore Cesare Granati segnala anche le buone pratiche di altre aziende come TechnoWrapp Srl di Fonzaso (Belluno) che, grazie a nuovi macchinari dal bassissimo impatto ambientale ha diminuito del 50% la quantità di plastica da smaltire; Agricansiglio Sc Agricola di Fregona (Treviso) ha partecipato al recupero delle grotte del Caglieron per produrvi formaggi in grotta; Meccanostampi Srl di Limana (Belluno) che promuove l’alternanza scuola/lavoro con l’istituto tecnico del paese, e il progetto Scuola senza zaino con le scuole elementari; il colosso di Monastier di Treviso Texa Spa per i benefit e il welfare che si traducono in coinvolgimento, formazione e gestione dei dipendenti; Thema Optical Srl di Domegge di Cadore (Belluno) per le innovazioni di processo e di prodotto avviate, che prevedono più tecnologia e più relazioni con fornitori e clienti, e un taglio agli sprechi e all’impatto ambientale. «La fotografia fatta del territorio di Treviso e Belluno è sicuramente positiva – è il bilancio tracciato da Cesare Granati – e permette di sperare che in futuro le aziende possano effettivamente essere al centro di un sistema capace di continuare a creare benessere economico ma anche benessere sociale».

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