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Banca delle Terre Venete, utile quasi triplicato a 42 milioni di euro

L'assemblea dei soci ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2022: masse amministrate superiori ai sei miliardi. Per l’anno 2023 stanziati 1,5 milioni di euro per progetti di sviluppo e crescita del territorio

Il consiglio di amministrazione di Banca delle Terre Venete - Gruppo BCC Iccrea ha presentato i risultati dell’esercizio 2022 ai soci riuniti in assemblea domenica 30 aprile, presso il Convention Centre della Fiera di Vicenza. I soci, per la prima volta in presenza dalla nascita dell’Istituto, hanno approvato all'unanimità il Bilancio 2022 e rinnovato tutti gli organi sociali. Il bilancio dell’Istituto di Credito ha evidenziato un utile netto pari ad oltre 42 milioni di euro, pressoché triplicato rispetto ai 16 milioni di euro del 2021, un patrimonio netto (post riparto dell’utile) di 311 milioni di euro, in crescita del 13,7% rispetto all’anno precedente.

Redditività e solidità

«Gli obiettivi prefissati nel Piano di fusione tra cassa rurale e artigiana di Brendola e Credito Trevigiano, che nel 2020 hanno dato vita a Banca delle Terre Venete, sono stati ampiamente raggiunti e superati - ha sottolineato il presidente dell’Istituto di credito Gianfranco Sasso -, grazie, in parte, alla diversificazione nel modello di business, rispetto alle attività tradizionali, che era in atto da qualche anno.  L’inserimento dei gestori corporate per le imprese e degli specialisti in crediti agevolati, il potenziamento del progetto di bancassicurazione, la spinta al risparmio gestito, hanno prodotto benefici importanti nell’ultimo biennio, quando ci siamo trovati a operare in condizioni di ridotti margini di interesse - ha continuato il presidente -. Ci confermiamo una Banca solida, che crea valore economico, e si sta preparando ad affrontare le sfide del futuro verso le direttrici dell’innovazione, della sostenibilità e delle nuove generazioni. Oggi Banca delle Terre Venete è radicata con decisione all’interno di un tessuto economico dinamico e capace di cogliere le opportunità del mercato, dando le adeguate risposte e preservando i valori che contraddistinguono la storia e la missione del Credito Cooperativo. Forti dei risultati conseguiti, guardiamo al prossimo triennio con una rinnovata prospettiva, pronti a confermare investimenti strategici e a concretizzare un progressivo consolidamento della nostra presenza nel territorio».

Sotto il profilo della redditività, il ROE (rapporto tra risultato finale e mezzi patrimoniali) di Banca delle Terre Venete si è attestato al 15,4%, esito ben al di sopra delle aspettative considerando l’obiettivo del 4,7% previsto nel Piano di fusione. Il margine di intermediazione ha sfiorato invece i 100 milioni di euro, a fronte dei 74 milioni di euro preventivati. «La gestione prudente e attenta, con particolare attenzione al credito, è l’elemento caratterizzante dell’operato della Banca e che ha permesso di raggiungere questi significativi risultati - ha dichiarato Eugenio Adamo, direttore generale di Banca delle Terre Venete -. A contribuire alla performance realizzata, inoltre, è stata una combinazione di fattori gestionali ed esogeni. Nello specifico, l’utile del portafoglio dei titoli di proprietà in incremento per la componente indicizzata all’inflazione, la politica monetaria europea, con il rialzo dei tassi e il conseguente aumento degli interessi attivi e infine il recupero importante di posizioni deteriorate».

I numeri

Nel complesso le masse amministrate hanno superato i 6 miliardi di euro. La raccolta complessiva a fine 2022 ha raggiunto i 4,2 miliardi di euro, con un aumento di circa il 3% della componente raccolta diretta. Sul fronte degli impieghi, i crediti lordi verso la clientela sono risultati pari a 1,8 miliardi di euro, sostanzialmente stabili rispetto al 2021. La Banca, nel corso del 2022, ha erogato a supporto dell’economia locale un’importante quota di nuovo credito: oltre 1.900 nuovi finanziamenti, per un totale complessivo di 279 milioni di euro, dei quali 143 milioni destinati al settore produttivo e 136 milioni a privati e famiglie. Banca delle Terre Venete ha confermato inoltre un elevato livello di patrimonializzazione: il CET1 (Common Equity Tier 1) ratio è risultato pari al 27%, di gran lunga superiore ai livelli richiesti dall’Autorità di vigilanza. Il Total capital ratio (fondi propri ai fini di vigilanza) si è attestato al 27,8%, con fondi propri superiori ai 326 milioni di euro. Il cost income è sceso al 61,6%, rispetto al 63,3% dell’anno precedente. Nel 2022 la Banca ha ulteriormente ridotto i crediti deteriorati, con un NPL ratio (il rapporto tra i crediti deteriorati lordi e gli impieghi) che è sceso al 4,4%. Il tutto a fronte di livelli di copertura che si sono mantenuti molto elevati (82,8% per i crediti non performing complessivi, con una copertura in particolare delle sofferenze che ha superato il 94%).

Base sociale e impatto sul territorio

Banca delle Terre Venete serve a oggi 140mila clienti, attraverso 58 filiali presenti nelle province di Vicenza, Treviso, Padova e Verona, e annovera complessivamente 14 mila Soci, di cui 1.800 Under 35. «Anche nel 2022 abbiamo confermato supporto e attenzione alle numerose iniziative in ambito sociale, sportivo, sanitario, culturale e del Terzo Settore realizzate nel territorio, in risposta ai bisogni delle comunità locali e del loro sviluppo futuro - ha spiegato a riguardo il vicepresidente vicario, Pietro Pignata -. Nella ridistribuzione degli utili realizzati, aspetto che contraddistingue il Credito Cooperativo, ampia attenzione è stata rivolta alle nuove generazioni, nonché al rigoglioso tessuto di associazioni, Enti no profit e parrocchie che costituiscono per la nostra Regione un patrimonio inestimabile. Banca delle Terre Venete continuerà e incrementerà questo percorso virtuoso, caratterizzato da solidarietà, inclusione e formazione, a beneficio della collettività».

Le erogazioni a favore del territorio, nel 2022, hanno superato quota 500, per un totale di oltre 600mila euro di contributi. Tra le iniziative più significative, in particolare, si sottolinea il progetto di crowdfunding, che con 39 progetti dedicati ha coinvolto dall’avvio nel 2020 più di 5 mila donatori e raccolto 480 mila euro. La Banca ha inoltre destinato nel 2022 risorse importanti alle nuove generazioni: 120 mila euro per le Borse di Studio rivolte ai Giovani Soci Under 35 e ai figli dei Soci e 200mila euro ad otto progetti innovativi di altrettanti Istituti di formazione professionale e tecnica delle province di Vicenza e Treviso, nell’obiettivo di valorizzare le abilità e le competenze maggiormente richieste dal mondo produttivo. La mutualità ha trovato espressione anche nell’attività della Cassa Mutua Vitapiù, che ha erogato 100mila euro in contributi ai 4.097 assistiti, per degenze, visite, esami e sussidi alla famiglia. Nel corso dell’Assemblea i Soci, su proposta del Consiglio, hanno accolto all’unanimità lo stanziamento, per l’anno 2023, di 1,5 milioni di euro a favore dello sviluppo di progetti e percorsi di crescita del territorio e delle necessità dello stesso.

Piano strategico 2023-2025

Guardando allo sviluppo del Piano strategico 2023-2025 di Banca delle Terre Venete, il direttore generale Eugenio Adamo ha aggiunto: «Il progetto di crescita con orizzonte al 2025 del nostro Istituto è incentrato sul rafforzamento della presenza territoriale e sulla valorizzazione del capitale umano interno. L’Istituto si confermerà vicino alle imprese e alle famiglie che cercano una Banca capace di ascoltare le esigenze e di proporre le soluzioni più adeguate, assumendo come obiettivo primario la crescita sostenibile dell’economia locale, guidati dai criteri ESG in ogni scelta imprenditoriale che adotteremo». Allo scopo di ottimizzare il servizio a clienti e Soci, nel dettaglio, è stata recentemente finalizzata un’importante riorganizzazione della struttura affari della Banca, con la costituzione di tre aree: Corporate, Retail e Wealth Management. Un’evoluzione sostenuta dall’ingresso di nuove risorse, con una particolare attenzione rivolta ai giovani e alla parità di genere. Il valore competitivo dell’Istituto di Credito è incentrato sulla relazione, sulla conoscenza della clientela e sull’appartenenza a un grande Gruppo bancario, il quarto in Italia per attivi, che permette di rispondere anche alle esigenze di imprese più strutturate e di beneficiare di economie di scala in termini di tecnologia e innovazione.

Rinnovo degli organi sociali

Nel corso dell’Assemblea si è proceduto al rinnovo degli Organi Sociali per il triennio 2023-2025. Per il Consiglio di Amministrazione, sono stati eletti: Gianfranco Sasso (per la carica di Presidente del CdA), Pietro Pignata, Guido Dalla Vecchia, Debora Concato, Paolo Doria, Domenico Girardi, Mirco Marcante, Remigio Parisotto, Ivano Pelizzari, Luigino Tiberio e Silvia Bernardi. Per il collegio sindacale sono stati eletti: Bruno Fin (Presidente), Diego Cavaliere e Francesca Cecchin (Sindaci Effettivi), Anna Faccin e Lorenzo Tirindelli (Sindaci Supplenti).

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