La città di Treviso si rilancia: pronti 132 mila euro per le nuove attività commerciali

Il Comune ha firmato il Protocollo d’intesa per la promozione di attività commerciali, artigianali, agroalimentari e di servizio nei locali sfitti da almeno tre mesi

Il vicesindaco De Checchi firma il Protocollo

È stato firmato mercoledì mattina a Ca' Sugana il protocollo d’intesa per il bando “Rilancio Treviso 2020”, progetto per l’erogazione di contributi finalizzati all’avvio di nuove attività produttive nei locali sfitti che sarà aperto il 1 agosto per poi essere chiuso il 31 settembre, mentre le attività dovranno aprire entro gennaio 2021. Dopo il successo di “Rilancio Treviso 2019”, che ha contribuito all’apertura di otto nuovi negozi, l’assessorato alle Attività Produttive, d’intesa con il Distretto Urbecom, ha quindi definito il nuovo protocollo teso a promuovere azioni per agevolare la ripresa economica della città con un contributo di 132 mila euro per attività commerciali, artigianali, agroalimentari e di servizio nel territorio comunale nei locali inutilizzati da almeno tre mesi, privilegiando le aree in cui c’è una rilevante concentrazione di immobili sfitti.

Hanno sottoscritto il Protocollo d’Intesa la Camera di Commercio di Treviso e Belluno che, nello specifico, metterà a disposizione dei partecipanti al bando le iniziative di informazione, formazione e assistenza fornite dal Servizio Intraprendo e dagli uffici collegati; Assindustria Venetocentro, le associazioni Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Casartigiani e Coldiretti per la consulenza fiscale agevolata (gratuita per il primo anno e con uno sconto del 50% per il secondo); la Fondazione “La Fornace dell’Innovazione” che garantirà incontri di consulenza formativa per l’avvio dell’attività oltre ad uno sconto del 30%  per attività di consulenza strategica nei primi 6 mesi e la possibilità di partecipare gratuitamente a seminari e attività formative. Infine, le società T2i – trasferimento tecnologico e innovazione e Campus Treviso metteranno a disposizione consulenza agevolata e co-progettazione di laboratori di didattica attiva. Inoltre, CNA Treviso, Unione Piccoli Proprietari immobiliari, Trevigianfidi, Canova Cooperativa Artigiana, Consorzio Veneto Garanzia, Fidimpresa, Confagricoltura, Confedilizia, Associazione Sindacale Piccoli Proprietari Immobiliari, Confabitare, Confappi, Innovation Future School, Federazione Provinciale Coldiretti, Casartigiani e Confederazione Italiana Agricoltori.

Le spese ammissibili (per una copertura massima fino a 10 mila euro per attività), con riferimento all’anno 2020 (IVA esclusa) saranno quelle di adeguamento funzionale dell’immobile alle esigenze produttive e/o per la ristrutturazione dei locali, acquisto di impianti, macchinari ed attrezzature (comprese quelle informatiche e gli arredi) coerenti con il progetto di impresa, misure concrete per l’incremento del livello di sicurezza nei luoghi di lavoro e per l’abbattimento delle barriere architettoniche oltre che per l’introduzione o il potenziamento di sistemi di qualità ambientale, servizi di consulenza e assistenza connessi alle spese d’investimento e tutti i costi per garantire il servizio di vendita on line e/o per asporto con consegna a domicilio. Altra novità importante sarà il sostegno ai costi del canone di locazione che, per la prima volta, potranno rientrare nella rendicontazione se saranno rispettati alcuni parametri.

Non saranno ammessi i progetti d’impresa che includano anche parzialmente attività di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico, compro oro/argento, sale gioco, sale scommesse e attività che installino apparecchi per gioco d’azzardo, phone center, attività artigianali per asporto alimenti (pizze al taglio, gelaterie, yogurterie, frullerie, kebab, ecc.), negozi self service (distributori automatici), vendita cannabis light, la vendita di armi, munizioni e materiale esplosivo, inclusi fuochi d'artificio, articoli per adulti (sexy shop), sigarette elettroniche.

«Il bando nasce in un periodo drammatico a causa del Coronavirus, ma nonostante ciò le somme messe a disposizione del mondo dell’impresa per lo sviluppo della città con il "Bando Rilancio Treviso 2020" sono pressoché raddoppiate (si è passati dagli 80 mila euro del 2019 ai 132 per il 2020, ndr.) - spiega il vicesindaco Andrea De Checchi - È importante sottolineare come queste somme  siano a fondo perduto, senza alcuna restituzione e che questo intervento ha l'obiettivo di diventare strutturale anche nei prossimi anni, fino al termine del nostro mandato. L’Amministrazione, infatti, sta continuando ad investire sulla città promuovendo attività nei locali attualmente sfitti non solo per aumentare l’offerta ma anche l’attrattività. L’incremento delle attività produttive che operano nel territorio rappresenta un volano importante per lo sviluppo e anche per la promozione del tessuto economico. Crediamo che il Bando Rilancio e il Treviso Fund, da poco rifinanziato, siano strumenti importanti in questa fase importantissima di ripresa e per dare slancio al centro storico e ai quartieri. LA città, come qualcuno prima di me aveva già detto, dovrà diventare una sorta di centro commerciale a cielo aperto».

Queste, invece, le parole del sindaco Mario Conte: «Con questi ultimi fondi sfondiamo la complessiva quota di 5,5 milioni di euro di liquidità immessa dal Comune per le attività locali. Inoltre, ci tengo a precisare che, nonostante il lockdown, a partire dalla fase 3 sono molte più le nuove attività che hanno aperto rispetto a quelle che hanno chiuso ed è questo il trend che vogliamo mantenere. Chi investe a Treviso deve sapere che lo sta facendo in un capoluogo vivo e proiettato a futuro, con l'obiettivo di migliorare costantemente il benessere dei propri cittadini. Per questo tendiamo la mano ai nostri commercianti, perché il virus non ha cancellato le bellezze della città. Crediamoci e ripartiamo da qui».

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