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Boom di redditi sotto 7.500 euro nella Marca, l'occupazione è ferma

Nonostante i segnali positivi provenienti dalla produzione, in privincia di Treviso continuano a moltiplicarsi gli iscritti alle liste di mobilità. Un giovane su cinque è senza lavoro

Da produzione e fatturato vengono segnali positivi, ma l'occupazione nella Marca è ancora ferma. Secondo i dati diffusi giovedì mattina dalla Cisl Belluno Treviso nel corso della conferenza stampa di fine anno, nel 2013 c'è stato un vero e proprio boom di redditi inferiori ai 7.500: l'8% in più rispetto al 2012.

I dati sono stati ricavati da quelli elaborati dal Caf, che nel corso del 2013 ha trattato 53.076 modelli 730, circa il 20% del totale dei 730 elaborati dai centri di Assistenza  fiscale autorizzati della provincia. Si tratta di un campione rappresentativo, che fornisce indicazioni precise sui redditi dei trevigiani.

SI GUADAGNA MENO - Il numero dei contribuenti che guadagna meno di 7.500 euro all’anno è passato dai 3.205 730 compilati nel 2012 ai 3.473 compilati nel 2013. Diminuiscono anche i redditi oltre i 50 mila euro: -4,5% di 730 compilati per questa fascia, passando dai 1.575 del 2012 ai 1.505 del 2013, mentre aumenta il numero di redditi fra i 30 mila e i 50 mila: +5,6% rispetto all’anno scorso (da 5.896 a 6.225 730 elaborati).

E' conseguenza della riduzione di posti di lavoro. Alla fine di novembre 2013 i lavoratori inseriti nelle liste di mobilità erano 2.847, il 42% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando erano 2.010. A questi numeri, relativi alla mobilità delle grandi imprese del territorio, va aggiunto circa il doppio di lavoratori provenienti dalle liste della ex legge 236, riguardante le imprese con meno di 15 dipendenti, che non vengono più monitorati perché non percepiscono più l'indennità.

Tra gennaio e settembre, secondo i dati di Cisl, nella Marca sono state aperte 322 crisi aziendali, per un coinvolgimento di 6.416 lavoratori, e le ore di cassa integrazione autorizzate tra gennaio e settembre sono state pari a 18.436.090; nello stesso periodo del 2012 erano state 13.078.859 ore.

Preoccupa anche la disoccupazione giovanile nella fascia d’età compresa fra i 15 e i 24 anni: in provincia di Treviso è del 22,3%.

MEGLIO LA PRODUZIONE - “Sul fronte della produzione – spiega Alfio Calvagna della segreteria Cisl Belluno Treviso - si delinea un quadro di lieve miglioramento per l’industria manifatturiera, sia sotto il profilo della produzione industriale, che dopo sette trimestri negativi si porta ad un +1,6%, che del fatturato, che cresce complessivamente del +1,1% rispetto al terzo trimestre 2012".

"A sostenere il lieve recupero su base annuale è sempre il contributo del fatturato estero che cresce del +2,9% grazie alla performance positiva della medio-grande impresa tessile abbigliamento e del legno-arredo. Sembra d’intravedere un punto di svolta per l’industria manifatturiera, ma non possiamo permetterci di trarre facili conclusioni, perché i segnali di ripresa sono deboli e contradditori, il sistema produttivo italiano appare meno reattivo di altri partner europei, Spagna inclusa e perché di fatto ci salviamo solo grazie alla domanda estera: finché non ripartono i consumi interni, non andremo molto distanti dai livelli produttivi attuali”.

Nonostante lo spiraglio di fiducia resta la preoccupazione per il lavoro. “Non ci sono segnali positivi sul fronte occupazionale-– afferma il segretario della Cisl Belluno Treviso - Una lieve ripresa c’è, ma senza aumento dell’occupazione. Soffre in particolar modo la piccola impresa legata al mercato interno e poco capitalizzata sul piano patrimoniale. Siamo scesi in piazza unitariamente sabato scorso per ribadire che per far ripartire questo Paese serve una politica industriale seria e una riduzione delle tasse per i lavoratori e per le imprese attraverso la lotta all’evasione fiscale e un maggiore impegno nel taglio alla spesa pubblica”.
 

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