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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Economia

La grappa traina la ripresa dei distillati anche nella Marca

La pandemia sposta i consumi nell’ambito domestico,: decollano le vendite online e le esportazioni superano i livelli pre – Covid (+26%)

Sta cambiando il mercato, e il consumo, della grappa, distillato veneto per eccellenza. Il Gruppo Vinicolo di Assindustria Venetocentro, con Stefano Bottega, Vicepresidente delegato ai Distillati e liquori, fa il punto, dopo la forte discontinuità prodotta dal covid 19. “Guardando all’ultimo biennio, l’andamento delle vendite di grappa risulta inevitabilmente altalenante. Innanzitutto, come tutti i prodotti legati alla convivialità ha inevitabilmente subito l’impatto della pandemia, soprattutto a causa della chiusura del canale horeca, considerando che ristoranti, bar e locali rappresentavano prima circa la metà dei volumi consumati. Per contro le vendite di grappa in Gdo hanno fatto segnare una crescita dell’8% in valore nel 2020 rispetto al 2019. E si registra un balzo dell’e-commerce, comune a tutti i distillati, che ha visto incrementi estremi con tassi di crescita del +198% tra il 2019 e il 2020. Nel 2021 l’online è ancora in forte crescita: +30%. Ad oggi il 9% dei consumatori ha acquistato grappa online con valori superiori tra le generazioni più giovani e i consumatori con una capacità di spesa alta, premiando il prodotto nazionale. Non a caso la grappa venduta online si caratterizza per prezzo medio più alto anche in virtù del servizio offerto”.

Dall’Osservatorio di Federvini, emerge inoltre che un italiano su tre beve grappa principalmente a casa propria, mentre il 28% a casa di parenti e amici. Il restante 37% la consuma soprattutto fuori dalle mura domestiche. Infine l’export di grappa fa segnare una forte crescita del 26% a valore, nel confronto 2021 vs. 2019. Queste le specifiche del periodo dei principali 4 mercati: Germania (+44%), Svizzera (+36%), Austria (+28%), Canada (+12%). Allargando lo sguardo al dato nazionale, nel periodo gennaio-settembre 2021, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, si registra un segno positivo per gli spirits, che crescono dell'8,4%, con distillati e acquavite che hanno una quota di mercato del 44%. Tequila e Gin segnano una crescita superiore al 30%, anche se la maggior quota di mercato resta quella della grappa. Sempre secondo l’Osservatorio Federvini, nei primi 9 mesi del 2021 risulta che il 15% delle visite fuori casa degli italiani siano state caratterizzate dal consumo di vino o spiriti. In particolare l’estate 2021 ha fatto segnare un incremento del consumo di aperitivi e cocktail alcolici, che ha coinvolto il 34% degli italiani, contro il 26% nel 2020. Sempre nei primi 9 mesi del 2021 le principali occasioni di consumo di spirits sono state: aperitivo serale (32%), cena (18%), dopo cena e notte (17%). Nello stesso periodo il consumo fuori casa si è distribuito per lo più tra bar (60%) e ristoranti (29%). Nel corso della pandemia si è affermato anche il consumo dei cocktail a casa, con una quota del 35% ed è il risultato di mixology domestica, di premix acquistati al supermercato o di cocktail preparati al bar e consegnati a domicilio o ritirati con l’asporto.  

Stefano Bottega aggiunge: “La ripartenza, anche nel mondo della distillazione, è stata marcata. Come in tutti i settori euforia e disillusione hanno caratterizzato l’andamento dell’anno. Il secondo e il terzo trimestre hanno dato un forte impulso ai fatturati, mentre nel quarto trimestre la richiesta per quanto forte deve far fronte a qualche difficoltà legata alla logistica e ad alcuni rallentamenti dovuti alle manifestazioni no vax, che nelle grandi città, come Milano, hanno fatto chiudere alcuni locali. In generale, emerge da questi dati come la qualità della grappa sia un valore da comunicare, partendo dal patrimonio di conoscenza racchiuso in ogni distilleria. Un mix di cultura e di dedizione, per il quale si è parlato di arte della distillazione, che è tra i simboli del Made in Italy da valorizzare”.  

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