Coronavirus, l'imprenditore Sandro Bottega: «Bisogna negoziare con il governo cinese»

C'è un seguito alla lettera inviata ai direttori dei maggiori quotidiani da Sandro Bottega. Dopo l'accuse alla Cina ora l'imprenditore trevigiano suggerisce azioni da negoziare con i politici di quell'immenso paese

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Sono emerse delle polemiche attorno alle dichiarazioni, piuttosto pesanti ma per molti veritiere, rese ieri da Sandro Bottega, l'imprenditore vinicolo coneglianese, ai direttori dei quotidiani italiani. Per questo motivo Sandro Bottega ha voluto suggerire semplici azioni che possono essere negoziate con il governo cinese. Innanzitutto togliere, o ridurre fortemente, i dazi sui prodotti italiani, semplificare le procedure per le importazioni, stendere degli accordi con la distribuzione cinese per ampliare la gamma dei prodotti made in Italy, in modo che possano trovare sbocco in quel mercato visto che l'Occidente è bloccato. "La nostra azienda - dice Bottega - gode di ottima salute finanziaria, economica e di marchio e la chiusura sarà solo temporanea e limitatamente ad alcuni reparti produttivi". In pratica Bottega pensa che almeno in questo modo e in altri i cinesi potranno riparare al danno fatto.

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