Economia

Brexit: «A rischio 110 milioni di export dalla Castellana al Regno Unito»

Confartigianato Castelfranco Veneto lancia l'allarme per le imprese del territorio. Il presidente, Oscar Bernardi: «Situazione ancora incerta e preoccupante»

Boris Johnson

Uno dei temi sui quali si sta particolarmente dibattendo in questo periodo è la definizione dell’accordo Brexit che interessa il territorio doganale di Inghilterra, Scozia, Galles, le Isole di Man, di Wight, le Orcadi, le Ebridi, l’isola di Shetland e Isole del Canale.

Molte sono le domande e i timori che orbitano attorno a questo nuovo stravolgimento europeo. Che cosa cambierà nella burocrazia per le aziende che vorranno esportare in Inghilterra? Che impatto avrà l'instaurazione di una dogana fisica a livello di costi? Come si dovranno comportare le aziende e come cambierà il commercio online? Queste sono solo alcune delle domande a cui la Confartigianato Imprese di Castelfranco Veneto ha tentato di rispondere nel corso dell'ultimo incontro, organizzato con una primaria agenzia di doganalisti per fornire supporto alle imprese artigiane. «Tanti sono i riflessi della Brexit sull'operatività delle nostre imprese artigiane - ha dichiarato Oscar Bernardi, presidente Confartigianato Castelfranco Veneto - Sicuramente l'appesantimento della parte burocratica e l’aumento dei tempi dei trasporti hanno una grossa incidenza per le imprese più piccole, come anche, per esempio, la sempre minor possibilità di vedere riconosciuti i propri nuovi costi di trasporto. La situazione è ancora molto incerta – ha continuato Bernardi – e preoccupante per l'economia del nostro territorio. Nella castellana ci sono imprese artigiane che vivono di export e che ora hanno bisogno di essere supportate di fronte a questo ulteriore ostacolo.” L'export verso il Regno Unito non è cosa da poco per il territorio trevigiano e castellano. Secondo i dati elaborati dall' Ufficio Studi e Statistica Cciaa Treviso-Belluno su dati Istat, l'export dell'economia trevigiana dal 2017-2019 verso il Regno Unito vale il 7% del complessivo export, pari indicativamente a 1,5 miliardi di euro: un dato molto elevato che posiziona la nazione britannica al quarto posto nella classifica dei paesi verso cui la provincia esporta di più, dopo Germania, Francia e Stati Uniti. Mobili, bevande, macchinari, elettrodomestici sono indubbiamente le categorie merceologiche che vengono esportate di più sul suolo britannico da quello del trevigiano, stando agli ultimi dati di dicembre 2019: rispettivamente il valore di export verso il Regno Unito è pari a 194, 164, 86 e 82 milioni. Cruciale l'export anche per la castellana, che esporta verso il nuovo territorio doganale inglese oltre 110 milioni di euro: indicativamente il 7% dell'export trevigiano. I riflessi sul fronte occupazionale nell’area sono importanti: nel solo settore della metalmeccanica, uno dei primi cluster merceologici a destinare i propri manufatti nel Regno Unito, è impiegato oltre la metà degli addetti (55,6%) contro il 42% del livello provinciale.

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«Le nuove incombenze burocratiche e procedurali richiedono un pronto adeguamento da parte delle imprese - ha concluso Bernardi - Da gennaio le esportazioni verso il Regno Unito devono essere accompagnate dalle “dichiarazioni di origine preferenziale” per evitare l’aggravio sul prodotto dei dazi doganali di importazione in quella Regione. Questo vale anche per i flussi di import. Ricordo che la non corretta compilazione delle dichiarazioni comporta ricadute di carattere penale a carico del sottoscrittore. Da valutare poi l’opportunità di richiedere di essere ammessi al registro degli operatori economici autorizzai. Determinante quindi l’attività di consulenza e supporto che Confartigianato mette a disposizione degli operatori associati per agevolare l’attività degli esportatori, a cominciare proprio dalle attività di aggiornamento, come è stato fatto con il recente webinar».

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