Camera di Commercio, sempre più vicino il trasferimento all'Appiani

Ultimo bando a vuoto: le uniche due proposte presentate, fanno sapere dall'ente camerale, non erano ammissibili, poichè non rispondevano ai requisiti richiesti

TREVISO Il bando avviato dalla Camera di commercio per la ricerca di una nuova sede è andato a vuoto. Le uniche due proposte presentate, fanno sapere dall'ente camerale, non erano ammissibili, poichè non rispondevano ai requisiti richiesti. In primo luogo si trattava di edifici ancora da realizzare, come spiega il segretario generale della Cciaa di Belluno e Treviso, Romano Tiozzo "Pagio": "Entro il termine previsto dalla procedura (il primo settembre, ndr), sono pervenute manifestazioni di interesse non attinenti a quanto richiesto nell’avviso che riguardava la valutazione di una manifestazione di interesse alla vendita di un immobile esistente e non alla vendita di un immobile da costruire”. In particolare, si trattava di lottizzazioni a prevalente carattere residenziale, dunque poco adatte ad ospitare una struttura amministativo-direzionale.

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L'esito del bando pare rilanciare l'ipotesi di un trasferimento della Camera di commercio alla Cittadella Appiani. Ora toccherà alla giunta, convocata per il prossimo 12 settembre, decidere come muoversi. Potrebbero anche essere riaperti per alcuni giorni i termini dell'avviso pubblico. Ma sembra difficile che possano farsi avanti nuovi offerenti. La Cciaa del resto cerca un fabbricato di notevoli dimensione, facilmente raggiungibile e con precise caratteristiche funzionali. L'avviso aveva proprio lo scopo di fare un ulteriore "sondaggio" ufficiale delle disponibiltà del mercato immobiliare. I vertici potrebbero anche scegliere di rimanere nell'attuale, storica sede di piazza Borsa: il palazzo, però avrebbe bisogno di cospicue ristrutturazioni. Torna dunque a prendere corpo l'insediamento in uno degli edifici di piazza Istituzioni. Il trasloco, avviato alcuni anni fa, era stato poi bloccato sotto la presidenza di Nicola Tognana, aprendo anche un contenzioso legale con la Fondazione Cassamarca, proprietaria del complesso immobiliare. Dall'anno scorso, con il nuovo mandato camerale guidato da Mario Pozza, si sta cercando di risolvere la questione e l'esito di questo bando potrebbe accelerare la ricerca di un compromesso.

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