Camionisti contro il Dpcm: «Servono bar e ristoranti aperti dopo le 18»

Danilo Vendrame, presidente autotrasportatori di Confartigianato Marca Trevigiana, chiede più servizi per gli autotrasportatori in viaggio di sera sulle strade statali e provinciali

Camion in sosta (Foto d'archivio)

«I nostri mezzi garantiscono, ogni giorno, la distribuzione delle merci negli oltre 8mila comuni della Penisola. Non dimentichiamo che l’84% delle derrate alimentari, dei più svariati prodotti di consumo  e delle  materie prime e semilavorati essenziali per il mantenimento della capacità produttiva del Paese viaggiano, nel nostro Paese, su gomma. Per continuare a garantire questo servizio è necessario che vengano mantenuti i servizi di base per i nostri autisti».

E' questa la denuncia del presidente degli autotrasportatori di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, Danilo Vendrame. «Mantenere aperte le strutture nelle autostrade - prosegue Vendrame - non è sufficiente per garantire degli standard di sicurezza ed igiene dignitosi per lavoratori del comparto che molto spesso di trovano alla mattina molto presto oppure a fine giornata nella rete comunale, provinciale o statale, luoghi in cui ha valore, purtroppo, il nuovo Dpcm. Se  anche gli automezzi smettessero di circolare alle 18 terminando a quell’ora le loro consegne, alla stessa ora si fermerebbe l’Italia. Il nuovo decreto condanna vaste aree del paese italiane non raggiunte dalla rete autostradale all’impossibilità di ristorare gli autisti di veicoli adibiti al trasporto delle merci anche soltanto del caffè necessario a svolgere il loro lavoro, prevalentemente notturno, senza contare che la chiusura di questi esercizi comporta, nella stragrande maggioranza dei casi, anche la chiusura dei servizi igienici, delle docce e quant’altro presente e realizzato per una sosta ristoratrice. La scarsità di  aree di servizio inadeguate dove poter effettuare le soste previste per legge è comunque un problema che perdura da molto tempo  anche nella rete autostradale e che continua ad essere ignorato. Un esempio sono le due bellissime aree di servizio che si stanno ultimando sull'autostrada A 27 a Mogliano Veneto. Tutto molto moderno, con tanto verde, ma ci si è dimenticati dei camion. La società autostrade ha comunicato che ci sono solo sette parcheggi disponibili per i mezzi pesanti. Chiediamo che il Dpcm venga modificato aggiungendo la deroga anche per  “gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di sosta attrezzate per veicoli industriali, nonché nelle aree interportuali e di scambio intermodale, oltre che nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le strade di grande comunicazione e sulle strade statali dei territori non raggiunti dalla rete autostradale.  Riteniamo - conclude Vendrame - che ciò possa rappresentare un segno di riconoscimento al valore, anche civile e non soltanto economico, dell’attività di coloro che si è voluto definire, negli scorsi mesi, come “gli oscuri eroi della strada” e che rischiano ora di essere trattati come degli accattoni».

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