«I 30 milioni della Regione rischiano di produrre solo un buco nell'acqua»

Salvatore D’Aliberti, segretario regionale di Casartigiani: «Se l’imprenditore non pagherà le rate, sarà la banca, il consorzio o l’intermediario finanziario che ha erogato i fondi a doverli rimborsare interamente alla Regione. Chi mai vorrà assumersi interamente il rischio?»

Soldi veri

«Il fondo da 30 milioni della Regione rischia di essere un buco nell’acqua». Salvatore D’Aliberti, segretario regionale di Casartigiani Veneto, lancia l’allarme riguardo al fondo istituito dalla Regione Veneto e destinato ad agevolare i finanziamenti per le imprese. Eccesso di burocrazia, l’esclusione dei Confidi non vigilati, e soprattutto il fatto che chi erogherà il prestito sarà completamente esposto, sono i punti critici. Il finanziatore sarà tenuto a sottoscrivere una convenzione in cui si impegna a “provvedere all’integrale rimborso della provvista pubblica indipendentemente dalla regolarità dei rimborsi da parte dei Beneficiari finali”, si legge negli allegati alla delibera della giunta regionale. «Se l’imprenditore non pagherà le rate, sarà la banca, il consorzio o l’intermediario finanziario che ha erogato i fondi a rimborsarli interamente alla Regione. Chi mai vorrà assumersi interamente questo rischio?», sostiene D’Aliberti.

Per Casartigiani poi la decisione di affidare i fondi a Veneto Sviluppo avrà effetti negativi sui tempi di erogazione dei prestiti. «Se la Regione vuole evitare le lungaggini burocraticheche imputa al Decreto liquidità non è certo questa la strada. Veneto sviluppo ora dovrà raccogliere le manifestazione di interesse di banche, confidi e intermediari finanziari, selezionarli e sottoscrivere le convenzioni. La Regione ha coinvolto solo i Confidi vigilati, escludendo i “non vigilati”, che possono fare esclusivamente da garanti, ma che in questo modo riescono a far erogare i prestiti entro 15 giorni», aggiunge D’Aliberti.

«Non siamo nemmeno stati interpellati e siamo contrari a questo provvedimento. Se la Regione vuole essere di aiuto alle Pmi -conclude il segretario regionale di Casartigiani- distribuisca dei prestiti a fondo perduto come sta facendo il Piemonte. Di questi 30 milioni una parte potrebbero essere destinati a prestiti a fondo perduto, e una parte per le garanzie».

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