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Casartigiani critica Unicredit: «Ha mollato le piccole imprese»

Unicredit ha comunicato ai Confidi che non finanzierà più le pratiche inferiori ai 25mila euro. Storer: «Decisione gravissima che penalizza l’economia del nostro territorio»

Pochi giorni prima di Pasqua, il 18 aprile, da Unicredit è arrivata una comunicazione che ha scosso i Confidi. L’istituto bancario ha comunicato ai consorzi che dal 1 luglio non accoglierà più le pratiche inferiori a 25 mila euro di garanzie, ovvero finanziamenti o fidi di cassa di almeno 50 mila euro. Una decisione di Unicredit per una “logica di efficienza, correttezza e razionalizzazione operativa”, hanno spiegato nella comunicazione.

«Una decisione gravissima da parte dell’istituto, che nel nostro territorio penalizza maggiormente le piccole imprese, privilegiando le aziende più strutturate e di dimensioni maggiori che non hanno bisogno del sostegno dei Confidi Artigiani», sostiene Franco Storer, presidente di Casartigiani Veneto. «Non abbiamo mai smesso di lanciare appelli alle banche per agevolare l’accesso al credito delle imprese sane. Il sistema bancario non può correre su un binario separato da quello della piccola e media impresa. Confidiamo che da qui al primo luglio Unicredit ci ripensi». Tra l’alto nel 2018 si è registrato un’aumentano le richieste di credito pervenute dalle piccole imprese e dagli artigiani della provincia di Treviso alle due strutture del credito (Trevigianfidi e Co.Fi.Tre) della Casartigiani. Dai 15 milioni erogati nel 2017 siamo passati nel 2018 a quasi 17 milioni, con un aumento del 13%. I soci dei confidi sono aumentati di 50 unità, raggiungendo complessivamente le 1.800 aziende associate. Positivo anche il dato relativo alle garanzie sugli investimenti rilasciate dai confidi: 1,6 milioni con un aumento del 40% rispetto al 2017. Il rimanente invece è destinato a liquidità corrente o a ristrutturazione del debito. I Confidi continueranno ora sulla loro strada per cercare di consentire comunque agli artigiani un accesso al credito adeguato. «I Confidi», conclude Storer, «dovranno ora ampliare le convenzioni con altri partner bancari, che abbiano a cuore le piccole e medie imprese del nostro territorio e che siano interessati ad operare con esse».

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