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"Cassa peota etnica" per aiutare connazionali in difficoltà

Gli immigrati trevigiani stanno rispolverando la "cassa peota" per aiutare i connazionali che versano in difficoltà economiche

In tempi di crisi in cui è sempre più difficile arrivare a fine mese, le associazioni di immigrati trevigiani si ingegnano per sostenere i connazionali in difficoltà.

Tra le misure anti-crisi adottate dai cittadini stranieri, una nuova forma di "cassa peota", la "cassa" popolare in uso per decenni nelle comunità venete e sopravvissuta solo in alcune piccole realtà.

"Le associazioni - ha spiegato il direttore della Caritas di Treviso, don Davide Schiavon, illustrando il rapporto annuale sull'immigrazione - raccolgono periodicamente una quota dai loro aderenti e, di fronte alle richieste di assistenza per problemi economici momentanei, decidono a chi 'prestare' una certa quota di denaro a zero interesse".

Forme primitive di auto-aiuto di questo tipo, ha precisato don Schiavon, erano già operative, ma generalmente per bisogni non di prima necessità, come la riparazione dell'auto o le spese di trasporto per qualche viaggio straordinario.

"Adesso - ha concluso don Schiavon - le 'casse peote' degli stranieri, qualcuna delle quali anche di natura interetnica, diventano essenziali per permettere a persone in difficoltà di pagare bollette o versare un canone di affitto".

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