menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Eureka: fatturato a due cifre per la coop sociale leader delle lavanderie industriali

Un trend di crescita della produzione di pari passo al consolidamento economico, in 4 anni quasi più 40%. Il segreto: investire in organizzazione del lavoro e in tecnologia avanzata, offrendo un servizio più che competitivo

CASTELFRANCO VENETO Fatturato oltre i 10milioni di euro. Con questa positiva e incoraggiante riuscita economica, la Cooperativa sociale Eureka di Castelfranco Veneto, grazie a un importante aumento della produzione, si conferma per il settore della lavanderia industriale leader regionale del mercato delle strutture residenziali per anziani. Sulla scena dal 1988, la Cooperativa guarda ora oltre i confini del Veneto, forte di una crescita costante, pari a quasi il 40% del fatturato negli ultimi 4 anni, e di un investimento in organizzazione sociale del lavoro e in tecnologia per 2,5milioni di euro. A metà 2013, infatti, Eureka installa nel sito castellano Metricon, un ricompositore avanzato che si presenta come guardaroba aereo e che riesce a gestire un impressionante numero di capi di abbigliamento. Parliamo di un’attività giornaliera che conta 15mila chili di biancheria piana, ovvero lenzuola, federe, coperte e copriletto (pari a complessivi 11mila posti letto di strutture residenziali per anziani), 10mila chili di biancheria tecnica (lenzuola con elastici brevettate che assicurano la copertura del materasso nei letti movibili in qualsiasi posizione, copriletti termici in maglia e traverse laminate con superficie antidecubito), pari a 4.500 posti letto, 6mila divise da lavoro (pari a 7.500 lavoratori) e 30mila capi di vestiario.

La coop nasce come lavanderia industriale per le case di riposo, dal 2002 proprio per la Domenico Sartor di Castelfranco. In questo segmento trova il suo spazio d’azione e nell’offrire un servizio di qualità si fa interprete dell’esigenza emersa dalle strutture per anziani e dai familiari degli ospiti, e la risposta diventa un successo. “Ho pensato che avremmo potuto immaginare un sistema di riconoscimento elettronico dei capi da lavare – spiega Enrico Pozzobon, presidente di Eureka –. Il Consorzio In Concerto, la rete sociale della quale facciamo parte, aveva da poco acquisito una piccola società informatica. Abbiamo chiesto loro di sviluppare un sistema di riconoscimento automatizzato e da lì è partito tutto”. L’impianto di etichettatura dei capi, che è stato sviluppato e continuamente migliorato nel corso degli anni, attualmente prevede che nella fase dell’ingresso in casa di riposo di ogni nuovo ospite, attraverso un lettore ottico si proceda alla valutazione dello stato dei capi di abbigliamento che lo accompagnano. Per ciascuno di essi sono registrati in un file nominativo condizioni d’uso, tessuto, colore, eccetera.

“In molte case di riposo, infatti, la restituzione in cattivo stato degli indumenti personali dopo il lavaggio o la loro perdita era un aspetto che creava grande tensione e faceva perdere moltissimo tempo, oltre che creare un clima difficile con i familiari – continua il presidente della coop veneta –. Questo nuovo macchinario, attivo dal 2014, permette la rintracciabilità di ogni capo, attraverso un sistema di etichettatura con Q-Code, brevettato e depositato. Adesso è chiaro che abbiamo un grande vantaggio competitivo. I capi che arrivano da noi sono monitorati in tempo reale nell’intero percorso di lavaggio, stiratura, stoccaggio. Quando tornano in casa di riposo finiscono direttamente negli armadi dei proprietari. In questo modo evitiamo discussioni relative alla consegna di capi usurati o rovinati. Possiamo dire che si stipula anche un accordo più maturo con le famiglie perché tutti hanno una visione più chiara della situazione – sottolinea Pozzobon –, così le case di riposo ricevono una sorta di doppio servizio, di lavaggio e di riduzione dei conflitti”. Tale innovazione sta portando all’acquisizione di nuove commesse di lavoro e la necessità di accrescere il numero di occupati. Avendo sempre presente che la mission è l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, Eureka ha scelto di continuare a investire in attrezzature altamente tecnologiche che consentiranno anche a persone con disabilità di compiere precise lavorazioni, in quanto molto semplificate.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Casa

Ammoniaca vs Candeggina: chi uccide meglio i germi?

Attualità

Roncade: messo in vendita il centro commerciale Arsenale

Attualità

Asolo, malore sul lavoro: dipendente comunale muore a 44 anni

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Meteo

    Caldo anomalo nella Marca: «Da sabato temperature in calo»

  • Aziende

    «Positiva la scelta di istituire un ministero per la disabilità»

Torna su

Canali

TrevisoToday è in caricamento