Lunedì, 17 Maggio 2021
Economia

Cgia: "Da inizio della crisi in Europa 8,5 milioni di disoccupati in più"

Giuseppe Bortolussi: "Le politiche di austerità e di rigore hanno fallito. Ora necessario tagliare le tasse e far partire i consumi interni"

VENEZIA — Dall’inizio della crisi a giugno 2014 in Ue ci sono 8,5 milioni di disoccupati in più e di questi, 7,17 milioni si riferiscono all’area dell’euro, il resto ai paesi che non aderiscono alla moneta unica. A lanciare l’allarme è la Cgia di Mestre: “Le politiche di austerità e rigore degli ultimi anni hanno fallito” tuona Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia.

I DATI Sono ormai 25,5 milioni i senza lavoro in Ue e 19 quelli fuori dall’euro. Nei primi sei mesi del 2014, secondo i dati elaborati dall’ufficio studi della Cgia, il tasso medio di disoccupazione registrato nei paesi fuori dall'Ue si è fermato al 10,6 per cento, mentre nell’area dell’euro è salito all’11,9 per cento. Nel primo caso l’aumento tra il 2007 e i primi 6 mesi di quest’anno è stato del 61,1 per cento, mentre nel secondo è stato del 50%.  Tra le situazioni peggiori segnalate, quella della Spagna che conta quasi 6 milioni di senza lavoro e un tasso di disoccupazione che supera il 25 per cento. Solo in Germania, secondo la Cgia, i disoccupati sono diminuiti tra il 2007 e il 2014 di oltre un milione e trecentomila unità.

TAGLIARE LE TASSE “In questo momento è necessario voltare pagina – sostiene Bortolussi -. Tagliare tagliare le tasse, far ripartire i consumi interni e rilanciare gli investimenti, soprattutto quelli pubblici. Per far questo bisogna assolutamente allentare i vincoli di bilancio imposti da Bruxelles, altrimenti rischiamo di far sprofondare l’Europa in una spirale depressiva ancor più pesante di quella del ‘29”.

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