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CNA Treviso e il nuovo regime forfettario, Panazzolo: «La nuova norma incentiva il sommerso»

La CNA chiede che le nuove norme sulle condizioni restrittive per accedere al regime forfettario introdotte con la Legge di Bilancio scattino dal prossimo anno

«Devono scattare il prossimo anno, non quest’anno, le nuove condizioni restrittive per accedere al regime forfettario introdotte con la Legge di Bilancio: non possono entrare in vigore subito». Lo pensa Mattia Panazzolo, vicedirettore di CNA territoriale di Treviso, in merito alle indicazioni secondo le quali i nuovi paletti - 30 mila euro di reddito da lavoro dipendente o pensione e 20 mila per spese in beni strumentali e collaboratori - fanno scattare immediatamente l’esclusione dal regime fiscale più favorevole. Secondo la CNA, il tempo molto ridotto intercorrente fra la pubblicazione in G.U. delle disposizioni (30.12.2019) e la loro entrata in vigore (1.1.2020), non consente ai soggetti potenzialmente interessati di operare le dovute valutazioni relativamente alla possibilità di continuare a fruire del regime forfetario anche nell’anno 2020, oppure di doverlo abbandonare.

Inoltre la CNA rileva che ad oggi i contribuenti in regime forfettario per cui si applicano le limitazioni all’accesso disposte dalla legge di bilancio 2020, non sanno ancora come emettere scontrini, ricevute fiscali o fatture per riscuotere i corrispettivi dei lavori svolti nel mese di gennaio. «L’unica soluzione può arrivare dallo statuto del contribuente – osserva Panazzolo - Qualora ritenuto applicabile dall’Agenzia delle Entrate, come peraltro ha già avuto modo di chiarire per altre limitazioni all’accesso al regime disposte per il 2019, le limitazioni avrebbero efficacia dal 1° gennaio 2021, concedendo a tutti i contribuenti interessati la possibilità di attrezzarsi per l’uscita o per la permanenza nel regime». 

In attesa di questi chiarimenti le imprese e gli autonomi non sanno ancora come emettere le fatture per riscuotere i corrispettivi relativi a prestazioni già eseguite nel corso del primo mese di gennaio 2020. La fattura del soggetto in regime forfetario può essere cartacea ed è comunque senza addebito dell’IVA, se si fuoriesce dal regime la fattura è obbligatoriamente elettronica e prevede l’addebito dell’Iva. «Questa situazione di incertezza ha già determinato la chiusura di molte attività in provincia di Treviso da parte di soggetti pensionati o dipendenti part time che nel 2019 svolgevano regolarmente anche una seconda attività autonoma con partita Iva nel regime forfettario. Questi soggetti ora rischiano di rientrare per buona parte nell'economia sommersa» conclude Panazzolo.

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