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Mobilificio Europeo salvo dal fallimento, sì al concordato preventivo

La decisione del tribunale di Treviso è arrivata martedì. Ora i sindacati potranno chiedere un altro anno di cassa integrazione per i dipendenti, che sperano che qualche imprenditore rilevi l'azienda

Concesso il concordato preventivo, il Mobilificio Europeo evita il fallimento. Il tribunale di Treviso ha ammesso l'azienda alla procedura, con soddisfazione dei sindacati che ora ridiscuteranno a Roma il prolungamento di un anno della cassa integrazione per gli operai.

Secondo quanto riferito dalla Tribuna di Treviso, la decisione del tribunale si è avuta martedì scorso: il Mobilificio Europeo pagherà ai fornitori il 32% dei crediti vantati.

Ora l'obiettivo dei sindacati è quello di ottenere un altro anno di ammortizzatori economici per i dipendenti dell'azienda, che scadono a luglio, in attesa che qualcuno si faccia avanti per rilanciare l'attività.

Intanto i lavoratori hanno ricevuto in questi giorni i primi assegni relativi alla cassa integrazione dello scorso, con sollievo per le oltre duecento famiglie coinvolte nella chiusura dello stabilimento. Dall'agosto scorso gli operai non percepivano lo stipendio, da quando la famiglia Petrovich aveva annunciato il blocco della produzione e la chiusura delle tre sedi di Cessalto, Motta di Livenza e Prata di Pordenone.

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