Confartigianato: artigiani, imprenditori e autorità uniti per il futuro

Il presidente Bernardi: «Nessuna lezione di storia, ma un impegno a costruire un sistema per il futuro dell'economia castellana»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

La Confartigianato di Castelfranco Veneto, in collaborazione con il Comune di Castelfranco V.to e la Regione Veneto, ha organizzato l' incontro dal titolo “L'economia del territorio Castellano: gli artigiani si interrogano sui futuri scenari possibili” che si è svolto venerdì 15 marzo al teatro accademico. Sono stati affrontati vari temi legati all'artigiano, è stata fatta una fotografia attuale e sono state esplorate le prospettive future in Italia, in Europa e nell'Extra-Europa e c'è stato un confronto sulle visioni future dell’economia del territorio dell’area Castellana fra economie emergenti, nuovi flussi di capitali, nuove frontiere, talenti, esperienze e intraprendenza. Quello Castellano, è un terreno fertile – a introdurre la serata è stato Oscar Bernardi, Presidente della Confartigianato di Castelfranco Veneto - per la nascita e la crescita di molte aziende, oggi divenute eccellenze dei mercati nazionali e internazionali. Abbiamo deciso di organizzare questo incontro per poter capire se tutto ciò può essere ancora possibile con le nuove generazioni, motivo per cui Confartigianato Castelfranco con la collaborazione dell'Amministrazione della città, ha voluto riunire stasera quelli che sono i protagonisti del sistema del Paese: dalle istituzioni, alle banche, dalle organizzazioni agli imprenditori. Il passaggio alle nuove generazioni – continua Oscar Bernardi- merita una riflessione profonda: l'immagine dell' artigiano, ha bisogno di essere riscritta? Il momento dedicato alla tavola rotonda è stato un momento di confronto per cercare di coniugare il futuro, attraverso il bagaglio delle esperienze degli imprenditori e degli interlocutori. Vorremmo che ne emergesse un messaggio per il domani. Non certo per ripetere una lezione di storia. Terrei a sottolineare – conclude Bernardi - l'importanza strategica dei protagonisti che verranno coinvolti stasera. L'invito di Confartigianato è che, tutti noi stasera, in qualità di protagonisti, ci impegniamo a costruire un sistema pronto a un confronto costruttivo e continuo, per il bene del nostro futuro e di quello dei nostri figli.

L'incontro si è svolto in tre momenti, di cui il primo dedicato ai saluti istituzionali di Oscar Bernardi, Presidente Confartigianato Castelfranco Veneto; Marica Galante, Assessore alle attività produttive del Comune di Castelfranco Veneto; Stefano Marcon Presidente della Provincia di Treviso e On. Dimitri Coin, Vice Presidente del gruppo Lega alla Camera dei Deputati. Il secondo momento, di stampo introduttivo, è stato necessario per comprendere anche dal punto di vista economico e tecnico il settore, con due approfondimenti, uno da parte di Federico Callegari, dell' Osservatorio economico e analisi del territorio CCIAA Treviso Belluno Dolomiti, il quale, con una retrospettiva dal 2007 al 2018, ha illustrato la situazione del territorio della provincia di Treviso. Un ragionamento sul commercio estero che è cresciuto nel 2018 ma con un ritmo più lento. Secondo i dati dell'Osservatorio, Treviso al settimo posto e Belluno al 42esimo, sono in classifica tra le province italiane per valore delle esportazioni (in milioni di euro correnti) e dinamica export per gli anni 2009-2018. Dopo la «lunga crisi», si è rafforzata la capacità di resilienza delle imprese agli scenari in continuo cambiamento. I fattori chiave sono stati le tecnologie e il capitale umano”. Il momento successivo è stato dedicato alla tavola rotonda. Un momento centrale che ha previsto un confronto diretto tra artigiani, imprenditori, cariche istituzionali. Roberto Marcato, Assessore Regionale con delega Sviluppo Economico e Attività Produttive ha dichiarato: “Visto che si parla di artigiani, in consiglio regionale abbiamo approvato la nuova legge sull'artigianato, che si chiama Legge Quadro, costruita assieme agli artigiani e che porta l'artigiano nella nuova era. Siamo orgogliosi di aggiungere che l'8 marzo il Veneto è stata l'unica regione d'Italia ad approvare un bando di 3 milioni e 200 mila euro esclusivamente all'imprenditoria femminile”. Mario Pozza, Presidente Camera di Commercio Treviso – Belluno, ha riflettuto sul favorire l'innovazione pensando anche alle piccole imprese e i progetti a loro dedicati. “Abbiamo dei dati positivi perchè le nostre imprese hanno saputo investire in innovazione, digitalizzazione e chi lo ha fatto, è riuscito a crescere anche durante la crisi. L'esportazione? A parità di abitanti siamo i numeri uno. Si esporta perchè si ha investito. Le nostre imprese dovrebbero dialogare di più con la Regione per avere più opportunità”. Vendemiano Sartor, Presidente Confartigianato Marca Trevigiana che ha esposto una riflessione in merito al fatto che da un anno a questa parte si sente parlare di nuovo triangolo industriale che si è spostato da Milano verso est con Emilia Romagna e Veneto. “Se l' Emilia Romagna si sta dimostrando migliore del Veneto, è perchè quest'ultima è una regione policentrica e bisogna ragionare sulla complementarità dei vari centri. Se le varie città tra loro facessero rete specializzandosi in settori differenti, saremmo ancora più competitivi”.

Tra le testimonianze quella di Pierangelo Bressan, presente per due motivi: il primo, per il suo ruolo di Presidente CdA Garmont International Srl, in quanto ha rimesso in piedi un marchio che stava declinando in maniera preoccupante e secondo motivo, che costituisce un'innovazione in Veneto, è l'esperienza di Venetwork, associazione di imprenditori veneti che investono in altre imprese del Veneto. “Innovazione per me è il coraggio di fare ciò di cui il territorio aveva bisogno, io ho cercato di vederci solo aspetti positivi, un business che è passato da 7 a 20 milioni di fatturato. L'innovazione è condividere con altre società e gruppi questa esperienza perchè si crea un network davvero incredibile”. Maria Cristina Guidolin socio e amministratore delegato di Guidolin Srl, piccola azienda artigiana di carpenteria e serramenti che ha elaborato un' interessante esperienza riguardo un tema sensibile come quello della tutela dei marchi e della capacità di far ricerca e sviluppo. “Ci siamo adattati alle esigenze del mercato; il nostro settore prevede degli obblighi di legge e noi abbiamo cercato di rispettarli e metterli in pratica. Abbiamo investito in termini economici, ma è stata ache una gran fatica rimettersi a studiare per rimettersi in gioco. Abbiamo imparato che la formazione per portare avanti queste certificazioni che abbiamo sono necessarie e dobbiamo perseverare nella formazione nostra e del nostro personale e i nostri Franco Smania, Presidente CdA Smania Group Srl, esempio di imprenditore di un'azienda di trasporti che ha fatto rete. “In tutti questi anni ho imparato due cose: la prima è che se le regole funzionano, si può andare avanti, e seconda cosa, fare gruppo è molto importante. Nel 2017 io e un altro imprenditore abbiamo fatto nascere una vera e propria rete di impresa che a livello legislativo è l'isola che non c'è, non si capisce bene cosa siamo. In pochi la conoscono.

Dopo un anno e mezzo siamo a 8 soci, un po' dislocati, da Pordenone a Milano e tra poco saremo14 con altri due imprenditori veneti e altri provenienti dall'estero. Eravamo in due e abbiamo investito perchè ci credevamo e ora, dopo un anno e mezzo, stiamo recuperando quello che abbiamo investito. Siamo partiti da un'azienda piccola veneta che oggi compete sui mercati di tutto il mondo e che continua a crescere”. Davide Parolin, avvocato Fondatore DP Partners trademark and patents attorney che da alcuni anni ha uno studio a Dubai dove accompagna anche dal punto di vista legale le aziende che vogliono trovare uno sbocco negli Emirati. “La Regione in termini di sovvenzioni si sta già adoperando per valorizzare le aggregazioni di impresa e secondo me il fulcro deve essere l'associazione. Se ci mettiamo insieme creiamo davvero una forza e possiamo essere capaci di conquistare il mondo. Il made in Italy da solo non basta a vendersi in giro per il mondo: a parte lo champagne francese, il 'made in' è solo italiano. Nel mondo, la ricerca della provenienza è tipicamente solo italiana, e questo è un valore abnorme che noi sappiamo valorizzare poco e che avrebbe una leva straordinaria. Sicuramente per approdare all'estero ci sono strumenti aggregativi e quella delle reti di impresa è una legge dello Stato purtroppo poco utilizzata, ma in sé straordinaria per creare un'architettura elastica che sappia coinvolgere vari imprenditori”.

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