Consorzio vini Asolo: "Il nostro metodo nei regolamenti di polizia rurale"

La richiesta avanzata alle amministrazioni locali durante un incontro

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Il Consorzio Vini Asolo Montello ha incontrato i Sindaci dei Comuni dell’area di produzione dell’Asolo Prosecco per chiedere loro di inserire il Metodo Asolo Montello all’interno del regolamento di polizia rurale e di vietare l’uso di erbicidi. L’occasione per presentare la richiesta è stata un incontro tenutosi giovedì 7 novembre ad Asolo, in cui il Presidente del Consorzio Ugo Zamperoni ha illustrato alle Amministrazioni locali quali saranno i prossimi passi della denominazione. Presenti anche le associazioni di categoria. Il Metodo Asolo Montello è il documento programmatico redatto dal Consorzio che ha lo scopo di favorire una viticoltura integrata a bassa chimicizzazione attraverso tecniche viticole sostenibili e responsabili. Obiettivo del Metodo è la salvaguardia del territorio e del paesaggio, oltre che della salute dei cittadini.

«Sia il Consorzio che le Amministrazioni - spiega Zamperoni – hanno a cuore la tutela del territorio. Per questo motivo abbiamo chiesto ai Sindaci di recepire il Metodo Asolo Montello nei rispettivi regolamenti di polizia rurale: per porre le basi di una solida collaborazione sia con i Comuni che con gli altri enti pubblici, con lo scopo di mantenere intatto il nostro paesaggio, famoso in tutto il mondo grazie alla bellezza delle sue colline». «Quello di ieri - sottolinea Mauro Migliorini, sindaco del Comune di Asolo – è stato un primo momento importante di confronto con gli enti pubblici. È fondamentale conoscere quali sono le azioni e le competenze del Consorzio, ed è lodevole la sua continua azione di difesa del territorio e di promozione delle eccellenze enologiche che ci contraddistinguono. Il metodo Asolo Montello rispecchia gli obiettivi di tutela e sostenibilità ambientale che il Comune di Asolo è costantemente impegnato a perseguire, mi auguro quindi che ci siano altri incontri di questo tipo, con lo scopo di continuare il dialogo e di costruire una collaborazione sempre più forte».

Il Metodo Asolo Montello, adottato dal Consorzio pochi mesi fa, si rivolge ai viticoltori, ai soci e ai consulenti che operano nel territorio della denominazione. I lavori sono stati coordinati dal professore e fitopatologo Michele Borgo, con la consulenza di Davide Genovese e Giovanni Pascarella, oltre che da Ugo Zamperoni, Simone Morlin e Mattia Bernardi del Gruppo Agronomico del Consorzio. Si tratta di una guida suddivisa in dieci schede tecniche che segue i processi colturali e agronomici in vigneto a partire dal suo nascere, in un percorso che include tutte le fasi di sviluppo e mantenimento. Gli argomenti trattati nelle schede sono: impianto del vigneto, sistemazione del suolo vitato, materiale di moltiplicazione viticola, allevamento giovanile, potature di produzione, gestione del suolo, nutrizione, avversità e difesa, disciplinare di difesa integrata, trattamenti antiparassitari. A completare il Metodo un quaderno di campagna dove annotare tutte le fasi di sviluppo del vigneto.

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