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Conti in rosso, Bordignon: «Ennesima tegola sulle famiglie, si intervenga subito”

Sale la preoccupazione del Forum delle Associazioni Familiari del Veneto in merito alla regolazione dei conti correnti bancari in rosso prevista a livello europeo

«Le brutte notizie per le famiglie sembrano non aver fine – commenta Adriano Bordignon del Centro della Famiglia di Treviso e del Forum delle Associazioni Familiari del Veneto – Dal 1° gennaio una nuova norma europea prevede che, qualora non si riesca a far fronte anche ad un mancato pagamento sul conto corrente, anche di 100 euro per tre mesi, la banca debba farne segnalazione alla Centrale Rischi, bollando quel nucleo famigliare come “cattivi pagatori”, limitando e rendendo difficile l’accesso al credito. Proprio in un periodo durante il quale, a causa dell’emergenza Covid-19, molte famiglie potrebbero trovarsi nella necessità di ottenere finanziamenti. Malgrado la Banca d’Italia stia provando a rassicurare tutti, è necessario che il Governo vigili su questo meccanismo, affinchè non danneggi le famiglie già provate da un anno terribile. E chiediamo allora ai parlamentari veneti di fare pressione affinchè il tessuto sociale italiano non si sgretoli sotto un default diffuso».

«Per uscire dal default una famiglia dovrebbe attendere almeno tre mesi e le banche avrebbero anche il compito di valutare il comportamento e la situazione finanziaria, avendo il potere di riammetterla a “bancabile” solo se il miglioramento della qualità del credito sia ritenuto effettivo o permamente. Un numero che rischia di mandare in default tantissime famiglie, in questo periodo che vede molti in difficoltà – prosegue Bordignon – Ecco perché chiediamo ai parlamentari veneti di farsi promotori di queste istanze, sollecitando le Istituzioni competenti a tutti i livelli fino alla Commissione Europea, per agire immediatamente e arginare questo possibile pericolo per la tenuta sociale. È assurdo non tenere conto dell’attuale congiuntura socio-sanitaria ed economica proprio in questo momento storico».

«Non è accettabile che le nostre famiglie, dopo la minaccia sanitaria e le difficoltà sociali a essa conseguenti, nonché il ruolo di cura, supporto e rilancio messo in campo durante la pandemia, subiscano gli effetti di una crisi economica di cui non hanno responsabilità. E, non da meno, è necessario e strategico scongiurare un’ulteriore sfiducia delle famiglie nei confronti del futuro e delle Istituzioni bancarie – chiude Bordignon – Disseminare il percorso delle famiglie di ulteriori inciampi e rischi, invece di lavorare sulla prevenzione e la promozione di competenze come l’educazione finanziaria, potrebbe mettere velocemente in crisi non solo l’ambito socio-economico delle nostre comunità, ma pure la stessa idea di Europa come ‘casa comune delle famiglie'».

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