Rinnovato il CCNL legno-arredo, coinvolti circa 10mila lavoratori trevigiani

Aumento salariale medio di 70 euro, nuove tutele per madri e padri lavoratori e interventi per donne vittime di violenza

Lavoratori del legno

Sono circa 10mila i lavoratori trevigiani del comparto del legno-arredo che beneficeranno, in termini economici e normativi, del rinnovo del CCNL di riferimento, dopo una lunga quanto complessa stagione durata 18 mesi, segnata dalla mobilitazione, stop agli straordinari e alla flessibilità, e dentro in un periodo di crisi globale. A esprimere soddisfazione per il rinnovo i Sindacati territoriali di categoria FILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL di Treviso. Il contratto rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2022.

Dallo sciopero nazionale del 21 febbraio scorso la mobilitazione dei lavoratori ha toccato anche le aziende trevigiane del comparto con forme di protesta che sono andate sino alla proclamazione di 16 ore di sciopero, revocate in extremis grazie al raggiungimento dell’accordo - spiegano i segretari generali Veronica Gallina (FILLEA CGIL), Marco Potente (FILCA CISL) e Gianluca Quatrale (FENEAL UIL) -. Ora, finalmente, agli addetti del settore è riconosciuto un aumento economico medio di 70 euro in due step, retroattivo da settembre e a gennaio 2021. Verifiche sull’inflazione potrebbero determinare ulteriori aumenti salariali. Viene innalzata la maggiorazione per i lavoratori turnisti e aumentata l’integrazione economica per il congedo parentale in favore di lavoratrici madri e lavoratori padri. Previsti, inoltre, 100 euro una tantum a ogni lavoratore, finalizzati al consolidamento e alla costruzione di un piano di previdenza complementare personale.

Le novità introdotte nell’impianto normativo del contratto collettivo - aggiungono i segretari generali delle federazioni del settore legno-arredo - comportano miglioramenti anche dal punto di vista della formazione e passi avanti sul fronte della sicurezza e della salute dei lavoratori. Nuove forme di tutela vengono previste anche per i genitori lavoratori e le donne vittime di violenza. Grazie a questo nuovo contratto si sviluppa anche la vocazione del comparto per l’innovazione, sia in campo tecnologico sia organizzativo, dove si valorizza il ruolo di imprese e lavoratori, ognuno per le proprie competenze, in termini di investimenti, formazione, qualità del lavoro, per vincere le sfide del prossimo futuro e consolidare realtà produttive competitive nel mercato. Parliamo in particolare di utilizzo delle fonti rinnovabili, di cicli produttivi sostenibili, di economia circolare, di salute e sicurezza.

«Oltre a dare maggiori tutele e a sostenere i consumi interni grazie agli aumenti salariali previsti - concludono Gallina, Potente e Quatrale -, crediamo che attraverso questo accordo a livello nazionale sul nostro territorio si dia nuovo slancio sul versante della contrattazione aziendale, anche assumendo quelle traiettorie e quelle proposte emerse nel recente convegno Good Working organizzato dalle Confederazioni Sindacali trevigiane giusto qualche settimana fa, e che ha visto confrontarsi le realtà del tessuto economico-sociale del nostro territorio all’insegna della solidarietà di sistema e del lavoro di qualità».

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