Coronavirus, le autoscuole pensano al futuro: «Cambierà totalmente il modo di lavorare»

Stefano Perinotto, titolare di Autoscuola Europea: «Siamo già pronti a riaprire con guanti, mascherine e le sanificazioni delle auto. Ciò che realmente cambierà saranno le lezioni»

Stefano Perinotto

«Cambierà totalmente il modo di lavorare. Volente o nolente, anche le autoscuole si dovranno adeguare alle conseguenze portate sul nostro territorio dalla pandemia del Coronavirus». A dirlo è Stefano Perinotto, titolare di Autoscuola Europea con sede in viale Luzzatti a Treviso: «Ad oggi, come moltissime altre attività commerciali sul territorio, anche noi siamo chiusi ma è anche vero che, se il Governo ce lo permettesse, potremmo riaprire già domani con tutte le precauzioni del caso».

Perinotto e il suo team, infatti, in questo periodo si sono dotati di mascherine, guanti e gel disinfettanti, pronti così ad accogliere i primi clienti appena il Governo darà "il via libera" a questa tipologia di attività di formazione. «Tecnicamente il nostro codice Ateco non è mai stato citato ultimamente nei Dpcm e per questo ci sentiamo un po' dimenticati - racconta ai nostri microfoni Perinotto - Noi vorremmo riaprire come tutti, per tornare a lavorare e assistere i nostri clienti, soprattutto i più giovani. Abbiamo solo bisogno che ci indichino quando farlo e quali disposizioni igienico-sanitarie e di sicurezza dover rispettare. In ogni caso siamo pronti per riaprire le nostre sedi in qualsiasi momento. Lavoreremmo con guanti, mascherine, gel igienizzanti e una giornaliera sanificazione totale delle nostre auto, oltre che una più leggera dopo ogni singolo cambio di guida».

«Inoltre, è importante ricordare che noi non siamo equiparati alle classiche scuole o agli istituti privati e proprio per questo non siamo autorizzati a proporre lezioni in modalità e-learning ai nostri iscritti. Appena potremo riaprire, quindi, avremo un nuovo modo di fare formazione: sia con lezioni con l'istruttore in persona che con video-lezioni online come offerta aggiuntiva ai nostri pacchetti. D'altronde siamo ormai chiusi dallo scorso 9 marzo e da quel momento abbiamo studiato approfonditamente come riorganizzare in toto la nostra offerta formativa - chiosa Perinotto - Ovviamente c'è anche la necessità del nulla osta della Motorizzazione Civile, ma confidiamo che le attività di consultazione con le sigle sindacali degli ultimi giorni portino i frutti sperati».

Nel frattempo, sulla questione delle riaperture delle autoscuole sul territorio nazionale, è intervenuta anche l'Unasca (associazione nazionale maggiormente rappresentativa della categoria delle autoscuole, delle scuole nautiche e di quella degli studi di consulenza automobilistica) che ha proposto lezioni in aula con circa 10 persone alla volta (uno studente su ogni due/tre sedie per mantenere le distanze di sicurezza), con un paio di corsi giornalieri di circa un'ora alla sera. In ogni caso, permane in Unasca la preoccupazione per l'emergenza economica che sta vivendo tutto il comparto visto che le attività hanno azzerato totalmente gli incassi dal primo marzo dovendo però al contempo sostenere molteplici spese come bollette, affitti, leasing e salari dei dipendenti. Per l'Unasca, quindi, si rischiano gravi ripercussioni nel settore in caso di mancata riapertura a breve, anche perché ben 7 mila autoscuole danno lavoro a circa 30 mila persone in Italia tra addetti al front office, insegnanti di teoria e istruttori di guida.

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