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Coronavirus, Baratto: «Il Governo proroghi i termini per gli indennizzi ai risparmiatori»

«I risparmiatori veneti, dopo essere stato traditi da un sistema banacario che li ha presi in giro meritano chiarezza e tutta la comprensione possibile. Noi possiamo certo loro negare il diritto al rimborso per un cavillo»

«Dopo le truffe delle banche a risparmiatori e obbligazionisti, una legge dello Stato ha istituito presso il Mef il Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR), chiamato ad indennizzare coloro che hanno perso migliaia e migliaia di euro a causa del comportamento allegro di molti istituti di credito negli scorsi anni. La domanda per avere questi rimborsi deve essere presentata entro il 18 aprile 2020, ma la legislazione in vigore ha rivelato evidenti e pesanti criticità sia dal punto di vista interpretativo che applicativo». Lo afferma in una nota Raffaele Baratto, deputato di Forza Italia.

«Ad oggi si contano, inoltre, ancora moltissimi risparmiatori che, pur avendo fatto richiesta da mesi, attendono il rilascio della necessaria documentazione da parte di Banca Intesa San Paolo, e questa situazione aumenta la già pesante condizione di disagio economico e psicofisico di numerosissime persone. Molti risparmiatori, soprattutto veneti, sono stati lasciati soli dalle istituzioni per molto, troppo tempo -continua il politico trevigiano - Alle difficoltà interpretative e applicative della normativa sul FIR si è ora aggiunta l’emergenza da COVID 19, che ha portato alla chiusura di diversi sportelli e servizi a supporto dei risparmiatori, aggravando ulteriormente la situazione di ritardo nella compilazione ed invio della modulistica».

«Per questa ragione con un atto di sindacato ispettivo, presentato alla Camera dei deputati, ho chiesto al ministro dell’Economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, di adottare con urgenza ogni iniziativa finalizzata a rimuovere le gravi criticità esistenti, prorogando a giugno 2020 i termini per la presentazione della domanda di indennizzo al FIR. I risparmiatori veneti, dopo essere stato traditi da un sistema banacario che li ha presi in giro meritano chiarezza dal Governo e tutta la comprensione possibile. Noi possiamo certo loro negare il diritto al rimborso per un cavillo. Ci sembra il minimo che il governo possa fare in questo momento per venire incontro alle richieste di tanti cittadini italiani» chiosa Baratto.

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