Economia

Otto misure per salvare le pmi dal Coronavirus

Salvatore D’Aliberti, segretario di Casartigiani Treviso: «Non bastano provvedimenti a breve termine, la mancanza di commesse e la riduzione dei clienti avranno ripercussioni per mesi»

Giovani mascherine

Il coronavirus comincia ad intaccare la stabilità delle piccole imprese della nostra regione e dell’Italia intera. E a due settimane dai primi provvedimenti non si intravede ancora una via d’uscita. «Il crollo del turismo - già assodato per i prossimi 30 giorni  ai quali rischia di aggiungersi tutta la stagione estiva - pone l’esigenza di programmare interventi non più a breve periodo ma a medio-lungo termine. Le nostre piccole imprese», dice il segretario di Casartigiani Treviso, Salvatore D’Aliberti «stanno soffrendo sia per la mancanza di commesse sia per la riduzione di clienti e non c’è ad oggi una prospettiva di ritorno alla normale attività. Rischiamo di vivere in questa condizione almeno per tre quattro mesi».

Per questo Casartigiani richiede che vadano assunti immediatamente dei provvedimenti per salvaguardare il nostro tessuto produttivo ed occupazionale:

- cassa integrazione in deroga, per evitare il licenziamento del personale a causa del mancanza di lavoro.

- sospensione per 12 mesi delle rate per la quota capitale dei mutui.

- aumento dei fondi garanzia per i Confidi per favorire i prestiti alle imprese che necessitano temporaneamente di liquidità.

- sospensione della tassazione locale almeno per tre mesi. 

- una norma che preveda per i redditi 2020, da dichiarare negli Isa del 2021, il riconoscimento delle perdite per mancati incassi dovuti a questa crisi.

- abolizione degli acconti di imposta per il 2020.

- rinvio dei registratori di cassaal 2021, anche per la difficoltà che persiste nell’approvvigionamento.

- abolizione dei registratori di cassa per gli artigiani con fatturato inferiore ai 30mila euro. 

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