Coronavirus: ecco le conseguenze sull'industria del cinema e dell'audiovisivo

In Veneto difficoltà per oltre 500 imprese e artigiani del settore. CNA Cinema e Audiovisivo scrive al Governo per chiedere liquidità e investimenti

Dalla Villa

Nell'emergenza Covid-19 ad essere colpita è anche l'industria del cinema e dell'audiovisivo. Un settore composto per più del 95 per cento da micro e piccole imprese che rischia, anche per la forte ciclicità e intermittenza, la sua stessa sopravvivenza. In Veneto sono 529 le ditte di produzione cinematografica e produzione audiovideo attive che stanno subendo gli effetti dello stop totale. Non ci sono infatti solo i grandi produttori coinvolti in appuntamenti internazionali come la Mostra del Cinema di Venezia, ma anche una platea di singole partite iva, professionisti che alimentano una filiera che va oltre il dato singolo.

Le stime elaborate a livello nazionale fotografano bene le difficoltà riconducibili anche al Veneto. Secondo l'Osservatorio di CNA Cinema e Audiovisivo sono già 1.297 i giorni di lavoro persi, 98 le lavorazioni in corso sospese, 35 i prodotti italiani in distribuzione bloccati e 6 le produzioni straniere, da realizzare, in parte sospese. “Il blocco causato dall’emergenza ha portato alla chiusura dei cinema e al fermo delle produzioni che sono così state annullate o interrotte – ricorda il Presidente nazionale di CNA Comunicazione e terziario avanzato Filippo dalla Villa - Il Veneto purtroppo non non fa eccezione. In Regione sono oltre 500 i professionisti del cinema e dell'audiovisivo, per lo più società semplici e liberi professionisti, che a causa del coronavirus hanno subito il fermo totale, con conseguenze sulle produzioni che saranno purtroppo tangibili anche nei prossimi mesi”.

L'associazione degli artigiani si è dunque rivolta al Governo affinché le misure di intervento consentano da un lato l'immissione di liquidità immediata a protezione dei progetti in corso; dall'altra ulteriori investimenti volti ad incoraggiare la rapida ripresa del settore che prima dell'emergenza stava finalmente dimostrando una interessante crescita positiva. Tra le richieste la sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti contributivi così come previsto dal Cura Italia anche per altri codici ATECO, l'utilizzo su tutta la filiera delle prime risorse straordinarie (130 milioni) messe a disposizione da Governo e il ricorso a strumenti di sostegno al settore già esistenti.

CNA Cinema e Audiovisivo parla di 90 milioni di euro di fondi straordinari (50 in conto capitale e 40 in parte corrente) da destinare al settore per fronteggiare l'emergenza. Si va dai 3 milioni per implementare la dotazione dei contributi selettivi alla scrittura, allo sviluppo e alla pre produzione di progetti cinematografici e audiovisivi (finzione, documentari e animazione) ai 15 ml per la dotazione dei contributi selettivi alla produzione di cortometraggi, documentari, opere di giovani autori, opere prime e seconde, opere di animazione, opere difficili, con modeste risorse finanziarie e di particolare qualità artistica. E naturalmente liquidità per risarcire almeno in parte gli investimenti sostenuti per il fermo tecnico per produzione, distribuzione ed esercizio. Tra gli interventi richiesti tramite misure su fondi ordinari l'eliminazione fino al 30 giugno 2021 dello Split Payment per le società del cinema e dell'audiovisivo; il riparto immediato del fondo cinema 2020 e l'apertura delle nuove finestre per l'assegnazione dei contributi selettivi ed automatici.

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