Coronavirus, CNA: «Il Governo contrasti le ordinanze regionali anti-imprenditoria veneta»

E chiede di valutare l’opportunità di istituire un tavolo interistituzionale provinciale

Il coronavirus

«Il Governo contrasti le ordinanze di quelle regioni (es. Basilicata) che impediscono ai nostri imprenditori e loro collaboratori di spostarsi in quelle regioni per consegnare e assemblare i loro prodotti presso i committenti solo perché provenienti dal Veneto. Queste ordinanze creano gravi conseguenze economiche alle nostre aziende». Lo afferma Giuliano Rosolen, direttore di CNA territoriale di Treviso, che ha investito della questione i vertici della CNA nazionale, i quali domani parteciperanno al tavolo ministeriale convocato sull’emergenza Coronavirus.

Nel tavolo ministeriale convocato per domani mattina a Roma tra il Ministro del Lavoro e le Parti Sociali, la CNA chiederà che siano operativi gli ammortizzatori sociali per le imprese di tutti i settori che risiedono nei territori colpiti da Coronavirus, dunque anche il Veneto, che siano neutralizzati i periodi di sospensione e che sia sospeso il versamento dei contributi previdenziali e delle imposte, delle tasse nonché dei relativi adempimenti. «Ricordiamo alle imprese che oggi versano in queste difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus – continua Rosolen - che sono già operativi due ammortizzatori sociali: per l’edilizia e l’industria la cassa integrazione ordinaria e per l’artigianato il fondo FSBA».

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Nell’invitare tutti alla prudenza la CNA raccomanda di contrastare gli allarmismi ingiustificati: restano per ora aperte tutte le attività produttive, di servizio e commerciali. Nell’ordinanza emanata ieri dal Presidente della Regione Veneto in materia di contenimento dell’emergenza Coronavirus è prevista infatti solo la sospensione delle manifestazioni e iniziative private o pubbliche di qualsiasi natura oltre alla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, ma non la chiusura delle attività produttive. La CNA chiede che venga valutata l’opportunità di istituire un tavolo provinciale tra istituzioni, parti sociali e azienda sociosanitaria sanitaria per monitorare il fenomeno e assumere orientamenti e determinazioni opportune.

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