«Basta proclami: alle imprese artigiane servono risposte per potersi risollevare»

A dirlo è il presidente di Confartigianato Castelfranco Veneto, Oscar Bernardi. Continue incertezze su versamenti e sostegni, artigiani su tutte le furie

In foto il presidente Oscar Bernardi

Il presidente di Confartigianato Castelfranco Veneto, Oscar Bernardi, è indignato per l’umiliazione cui sono sottoposti gli imprenditori artigiani per l’inadeguatezza delle risposte e attenzioni alle imprese.

«Davanti a tanti proclami, cannoni, bazooka e anche forse portaerei messi in campo, ad oggi alle imprese non sono arrivati ancora un euro- ad intervenire il Presidente della Confartigianato di Castelfranco Veneto Oscar Bernardi - alcuni hanno visto accreditati i 600 euro dell’Inps e i sostegni ai lavoratori arriveranno più avanti, vista la farraginosità delle procedure. Voglio sottolineare che non si tratta di regali, quindi nessun sostegno a fondo perduto, ma si parla di fondi che andranno nel tempo restituiti ai finanziatori con gli interessi (pochi … forse, ma sempre debiti sono alla fine) e le maggiori spese del caso che bene o male le imprese pagheranno nel tempo in istruttorie varie. Questo vale per l'operazione famosa dei 25.000 euro che sembrano a disposizione delle imprese ma nulla ancora si sa».

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Nei prossimi giorni il presidente ha intenzione di contattare le banche del territorio con l’intento di avere risposte e conseguentemente indirizzare gli artigiani nel percorso che, al momento, sembra articolato e tortuoso. C'è bisogno di conoscere le modalità per la presentazione delle domande di finanziamento, dei tempi, dei processi di istruttoria, tempi di erogazione e condizioni. «Un altro tassello importante è quello del comparto tasse – continua il presidente – la maggior parte delle imprese artigiane hanno comunque continuato a versare regolarmente i contributi, le imposte e l'iva di febbraio e marzo. Nonostante non abbiamo potuto lavorare.  Per le prossime scadenze in molti non avranno maturato le condizioni per il rinvio e non hanno l'adeguata liquidità per versare i contributi. Questi sono di fatto inadempienti e, quando avranno la liquidità necessaria, dovranno ravvedersi pagando sanzioni ed interessi. Per non parlare dei prossimi acconti delle imposte – pensiamo alle attività di ristorazione, ma anche alle società che gestiscono trasporto di persone, fermi ormai da due mesi. Come possiamo pensare che questi vadano ulteriormente a prestito per pagare gli acconti delle imposte? E' davvero urgente e necessario definire un piano serio e coerente anche per le riaperture, in sicurezza prima di tutto (priorità alla salute delle persone coinvolte partendo dai dipendenti, collaboratori, imprenditori e conseguentemente alle rispettive famiglie), ma assolutamente privo di deroghe. Condividiamo regole che permettano a tutti di lavorare, ma senza deroghe, distinzioni e tutte quelle più o meno tirate autorizzazioni che hanno in modo umiliante discriminato le imprese».

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