Con il Covid-19 è aumentata la burocrazia: «Troppi bonus, serve una seria riforma fiscale»

«Per ogni contributo c’è una pratica diversa, continuare su questa strada è un errore: serve seria una riforma fiscale che dia certezze e riduca di adempimenti»

Roberto Ghegin

Tra i tanti decrementi causati dal Covid-19, a cominciare dal PIL, c’è anche un incremento, ma non positivo: quello della burocrazia. Che ha aumentato il carico di lavoro degli operatori fiscali e del lavoro e, di conseguenza, i costi a carico delle aziende. A pochi giorni dalla scadenza fiscale del 20 agosto e dopo l’annuncio degli ennesimi bonus in arrivo con il Decreto Agosto, il direttore di CNA Castelfranco Veneto, Roberto Ghegin, sbotta: 

«Per ogni contributo c’è una pratica diversa: bonus Inps, contributo a fondo  perduto,  bonus vacanze, bonus bebè, bonus badanti, assegni familiari, bonus sanificazione, bonus affitti, cassa integrazione, disoccupazione, bonus investimenti,  bonus  Regione, bonus del Comune, bonus mascherine,  prestiti Covid, prestito Regione Veneto, bonus famiglie, bonus formazione, etc. Comprendiamo che siano serviti per gestire l’emergenza, ma continuare ora su questa strada è un errore: serve seria una riforma fiscale che dia certezze e riduca di adempimenti».

La CNA di Castelfranco Veneto segue nel suo territorio circa un migliaio tra ditte artigiane e partite Iva; è quindi un osservatorio privilegiato. Rispetto all’auspicata riforma fiscale, a impensierire il direttore di CNA Castelfranco c’è anche l’annuncio del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, durante la recente audizione alla Camera dei Deputati proprio sui  temi fiscali. «Si sono sentite ipotesi di riforma assurde, come la contabilità per cassa per tutte le partite Iva, non solo per i professionisti – rileva preoccupato Ghegin -. In un momento in cui si registra il crollo di consumi e le imprese fanno fatica a far quadrare i conti, bisogna sostenere chi lavora in proprio e chi rischia tutto con l’impresa o la professione, coloro  i quali  sono  il motore economico e sociale dell'Italia».

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Per Ghegin, la ripartenza del Paese deve ricominciare dalla libertà di impresa degli artigiani, delle piccole imprese e non da vincoli di ogni tipo tra adempimenti burocratici, del lavoro, sanitari, fiscali, e bancari, etc. Tra i provvedimenti fiscali e contributivi auspicati dalla CNA per stimolare la ripresa, il quoziente Irpef familiare, con maggiori  detrazioni  per i familiari a carico, e soprattutto un ulteriore taglio del costo del lavoro.

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