Economia

Covid, i ristoratori dell'Opitergino mottense «Persi quasi 4 milioni di euro»

Dicembre da dimenticare per ristoratori e cantine di Oderzo e Motta di Livenza. Valerio Nadal, presidente Condifesa Tvb: «Le limitazioni delle feste saranno deleterie»

In foto: Valerio Nadal

Autunno-invento "caldo" per i ristoranti dell’Opitergino-Mottense. In tre mesi ed in attesa delle nuove restrizioni previste per le festività natalizie le perdite negli incassi vanno da 3,6 a 4 milioni di euro.

A ciò va aggiunto l'indotto del vino che chiaramente verrà consumato di meno per cui per le cantine ci saranno mancati introiti da 800mila a 1,2 milioni di euro. Piove sul bagnato verrebbe da dire dopo una primavera-inizio estate in pieno lockdown. L’indagine effettuata dalla Lago.com riguarda un campione di 40 locali (per ciascuno le perdite per chiusure serali vanno dai 500 ai mille euro al giorno). Valerio Nadal è imprenditore del settore vino oltre a rappresentare oltre 10mila imprese agricole essendo presidente del Condifesa Tvb. «L’epidemia aumenta purtroppo. Già con le chiusure di bar e ristoranti abbiamo subito notevoli perdite poiché si sono dimezzati i consumi. Le uniche ancore di salvezza sono rappresentate di nostri punti vendita, dalla consegna a domicilio e dalla vendita attraverso la grande distribuzione». Tesi condivisa da Federico Capraro presidente Confcommercio Treviso: «Attualmente la ristorazione sta subendo cali che vanno dal 30 al 50 per cento. Le limitazioni delle cene saranno deleterie. Se poi consideriamo che di solito il mese di dicembre è quello dedicato alle serate delle aziende per cenare con i dipendenti e non si potranno fare la situazione diventa pesantissima».

Sulla questione interviene anche Franco Passador direttore generale di ViVO Cantine, una delle più importanti realtà produttive del Veneto Orientale, con 10 cantine, 70 milioni di chili d’uva lavorata, 30 milioni di bottiglie esportate e un fatturato consolidato che supera i 110 milioni di euro. «A registrare le contrazioni più rilevanti è sicuramente il segmento HoReCa ove si sono registrati cali di consumo assolutamente preoccupanti a causa del lockdown della ristorazione nonché per l’azzeramento del flusso turistico. Se poi aggiungiamo questo pressapochismo da parte del Governo i gestori rischiano davvero di andare fuori di senno, permettetemi il termine».

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