Economia

Fatturati delle micro e piccole imprese nel trevigiano: torna finalmente il segno “più”

La CNA commenta i dati sulla demografia d'impresa diffusi dalla Camera di Commercio . Il 25 febbraio, alle 20.30, incontro pubblico su "Economia trevigiana: facciamo il punto"

TREVISO «Torna il segno “più” nei fatturati delle micro e piccole imprese e si confermano in progressivo rallentamento gli indicatori negativi, a cominciare dalla demografia d’impresa». Alfonso Lorenzetto, presidente della CNA provinciale di Treviso, commenta così i dati sulla demografia d’impresa nel quarto trimestre 2015 diramati in questi giorni dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Treviso inserendoli in un contesto valutativo più ampio che permette di dire che, se quella in corso non è ancora “ripresa”, è comunque un’inversione di trend importante rispetto al 2014 e ancor più rispetto agli anni precedenti. È, quello della micro e piccola impresa, un sistema che sta cambiando pelle, che si sta trasformando in modo profondo per far fronte ai nuovi scenari competitivi dei mercati globali, dove innovazione, incremento della produttività e aggregazioni spiegano una demografia d’impresa con “segno meno”, ma fatturati e ordini con segno “più”.

Rallenta, come si diceva, l’emorragia di imprese attive in provincia di Treviso. Il saldo 2013/2014 contava -825 unità, quello 2014/2015 ne conta -699. Non tutti i settori sono colpiti in modo analogo: si contraggono il manifatturiero (-171) e le costruzioni (-240), crescono invece i settori dei servizi alle imprese (+153), dei pubblici esercizi (+ 18) e dei servizi alle persone (+46). Ma gli indicatori che misurano lo stato dell’economia trevigiana sono anche altri, che, appunto, sono di segno positivo, a cominciare dalla produzione e dal fatturato, oltre che dagli ordini. Certo ci sono ombre importanti che pesano sulla ripresa, e per le micro e piccole imprese i problemi sono sempre gli stessi: burocrazia asfissiante, fisco pesante, difficoltà di accesso al credito, mancati pagamenti e giustizia civile troppo lenta. La CNA provinciale di Treviso farà il punto sulla salute dell’economia trevigiana in un incontro pubblico che si terrà giovedì 25 febbraio, alle 20.30, nella sede di viale della Repubblica 154. Ospite il direttore dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio Federico Callegari.

I DATI DELLA CAMERA DI COMMERCIO Le imprese attive provinciali chiudono il 2015 a quota 80.182 unità, -699 rispetto a fine 2014, un calo più contenuto di quello registrato l’anno precedente quando la contrazione complessiva ammontava a -825 unità. Invece, al netto del comparto primario, il calo delle sedi attive nell’ultimo anno (-483) risulta lievemente superiore rispetto a quello registrato nel 2014 (-455 unità). Va evidenziato, peraltro, che quasi i tre quarti di questa flessione si sono concentrati nell’ultimo trimestre: rispetto a settembre 2015 le sedi attive provinciali sono calate di -515 unità, numerosità superiore a quella registrata nel medesimo trimestre del 2014 (-404).

Il calo trimestrale si concentra principalmente:

• nel commercio: le imprese attive scendono a 18.006, -205 nel solo ultimo trimestre (-1,1%), su un calo complessivo nell’anno di -267 imprese. La flessione trimestrale risulta equamente distribuita fra dettaglio (-102) e ingrosso (-104) e porta i due comparti ad una contrazione annuale pari rispettivamente a -120 e -174 sedi attive;

• nel settore delle costruzioni: scende a 11.994 la consistenza del settore. Nell’ultimo trimestre il numero delle sedi attive perde -114 unità, quasi la metà del calo complessivo registrato nell’intero anno (-240);

• nel manifatturiero, la cui consistenza si attesta a 10.348 imprese, la flessione trimestrale (-91 unità) porta il bilancio 2015 a -171 sedi attive in meno. Oltre un terzo del calo trimestrale si concentra nel comparto metalmeccanico (-38), ed al suo interno nella “Fabbricazione di macchinari e altre apparecchiature” (-24). Un altro terzo del calo trimestrale è imputabile alla contrazione delle sedi operanti nel legno-arredo (-32). Segue per perdite, con altre -15 sedi attive in meno, il sistema moda;

• nel comparto dei servizi alle imprese: benché la consistenza a fine 2015, pari a 16.406 sedi attive, risulti comunque superiore di 153 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nell’ultimo trimestre si registra una contrazione di -51 unità. All’interno dell’aggregato le flessioni del trimestre si concentrano prevalentemente: nel settore dei Trasporti e magazzinaggio (-15), nelle Attività Immobiliari (-30) e nelle Attività Professionali, Scientifiche e Tecniche (-38), mentre gli altri servizi alle imprese nel trimestre guadagnano complessivamente 32 unità.

Più contenuto, ma comunque negativo anche il risultato trimestrale nei restanti settori:

• l’agricoltura, che a fine 2015 presenta uno stock di 14.088 imprese, perde -28 unità rispetto a settembre 2015. Nel complesso dell’anno la contrazione raggiunge quota -216 sedi attive, collocando il settore al terzo posto per riduzione della consistenza nell’anno 2015.

• Il settore dei pubblici esercizi (alberghi e ristoranti), che conta a fine anno 4.413 imprese attive, perde -16 unità rispetto a settembre 2015, ma resta sopra di 18 imprese rispetto a dicembre 2014;

• Il comparto dei servizi alle persone (4.663 imprese attive) limita la perdita nel trimestre a -3 unità, contabilizzando nell’anno un incremento complessivo di 46 unità. 

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