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In crescita il mercato estero trevigiano: boom nel 2015

Treviso, con un export in crescita tendenziale del +5,8%, si annovera tra le prime cinque provincie che contribuiscono in misura più marcata a sostenere il commercio estero nazionale, assieme a Torino, Potenza, Latina e Vicenza. Forte espansione nei mercati anglo-americani. Frenata in alcune economie emergenti, Cina inclusa

TREVISO Sulla base dei dati cumulati ai primi nove mesi 2015, la crescita tendenziale annua delle esportazioni trevigiane si assesta al +5,8%. L’apparente decelerazione, rispetto al +9,5% registrato a giugno, dipende principalmente dalla revisione al rialzo dei dati relativi al 2014 (+334 milioni di euro rispetto alle stime provvisorie). Con questa revisione, il totale esportazioni trevigiane per il 2014 passa così da 11.011 a 11.346 milioni di euro, per una variazione annua del +7,8% (anziché del +4,6% come calcolato sulle stime provvisorie). Questo rialzo genera inevitabilmente un “effetto-denominatore”, nel momento in cui il dato 2014 viene usato come termine di confronto per le performance esportative 2015. Infatti, ricalcolata la crescita tendenziale dell’export provinciale nei primi 6 mesi 2015 rispetto al nuovo termine di confronto, si ottiene già un +5,8%, anziché un +9,5%. Il che significa che nel III trimestre le esportazioni trevigiane mantengono la stessa velocità di crescita della prima parte dell’anno, grazie ad un gioco di compensazioni – come vedremo in dettaglio - fra mercati trainanti e mercati in rallentamento (non necessariamente corrispondenti alla classica divisione fra economie avanzate ed economie emergenti).

Fatta la tara alle variazioni per questo effetto-denominatore, e in un quadro che resta complessivamente positivo per l’export provinciale (fra i più dinamici in Italia), i dati evidenziano al tempo stesso alcune criticità, più o meno accentuate per settori e mercati: fra tutte, la comparsa del segno negativo nelle esportazioni verso la Cina, trasversale a più settori (-13 milioni di vendite nel complesso); una sorta di stallo delle vendite di beni strumentali nell’ambito dell’Unione europea (più accentuata in Germania e Francia); la persistente contrazione delle vendite in Russia per tutto il manifatturiero (che per l’economia trevigiana si traduce in un minor giro d’affari di 56 milioni di euro verso quel Paese). Dal lato opposto, l’export provinciale si conferma in forte espansione nel mercato USA e in Regno Unito: nel primo mercato la variazione assoluta dell’export è di circa +100 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2014 (revisionati); verso il Regno Unito l’incremento è di 131 milioni di euro.

L’analisi delle dinamiche export per settori

1 – Macchinari industriali

Le esportazioni di macchinari sono buon termometro della dinamica degli investimenti in beni strumentali nei mercati internazionali: anche se, osservata da una prospettiva provinciale, questa dinamica può essere viziata da “effetti-commessa”. Con questa premessa, si può affermare che l’industria trevigiana dei macchinari riesce a schivare abbastanza bene alcune oggettive situazioni di difficoltà. Nel complesso, nei primi nove mesi dell’anno l’export di settore continua a crescere del +9,0% su base tendenziale annua, incrementando di quasi 125 milioni il valore cumulato delle vendite rispetto ai risultati dei primi nove mesi dello scorso anno. Tale variazione è sostenuta soprattutto dalle esportazioni verso i Paesi extra-Ue (che rappresentano il 54% dell’export di settore e crescono del +16,7% su base tendenziale annua), di contro ad una dinamica pressoché stazionaria verso i Paesi Ue (+1,2%).

Occorre tuttavia evidenziare che queste due variazioni di sintesi dicono ben poco di quel che accade dentro i due storici aggregati geoeconomici. In effetti le vendite di macchinari extra-Ue crescono soprattutto negli USA (+25% la variazione tendenziale), conoscono un’importante accelerazione nel sud-est asiatico (Malaysia in testa), ma incontrano una battuta d’arresto in Cina (-10,2%) ed intensificano la contrazione in Russia (-12%). In questo Paese le vendite di macchinari “made in Treviso” si sono ridotte di 20 milioni nel giro di due anni. Anche all’interno dell’Unione europea le situazioni sono piuttosto differenziate. Arretrano le vendite di macchinari verso la Germania (-4,3%) e la Francia (-7,9%): considerato che sono i primi due mercati di sbocco del settore, questo arretramento diventa “abbastanza pesante”, tradotto in valori assoluti: -17 milioni di euro nel complesso rispetto ai risultati contabilizzati nei primi nove mesi del 2014. Compensano le vendite di macchinari verso Regno Unito (+18,7%, +10 milioni), verso l’Austria (+21,3%, +8 milioni) e verso la Spagna (+16,6%, + 6 milioni).

2 – Mobili

Nonostante la rivalutazione dei dati 2014, continua ad aumentare il tasso di crescita delle esportazioni di mobili: era del +6,5% nella fotografia ai primi sei mesi del 2015, ora passa al +7,1% grazie soprattutto ad un’accelerazione delle vendite in Ue (+9,5%). Rallenta invece, pur restando positivo, il tasso di crescita dell’export extra-Ue (+3,2%). In ambito Ue riparte in modo significativo l’export di mobili verso la Francia (+8,3% la variazione tendenziale ai primi nove mesi, contro il +4,6% nel primo semestre); inoltre, continua il trend positivo delle vendite verso il Regno Unito (+23,4% per un incremento di +30 milioni in valori assoluti rispetto ai risultati contabilizzati nei primi nove mesi 2014) e verso la Spagna (+17,3%). Calma piatta invece verso la Germania: quasi una buona notizia, considerato che nel primo semestre la variazione tendenziale dell’export di mobili verso questo Paese era negativa. Con riferimento ai mercati extra-Ue continua l’affermazione del mobile “di Marca” negli USA (+12,8%) e in Canada (+24,7%), e si cresce anche in Cina (+17,9%). La vera criticità, per il settore, resta il mercato russo: la variazione tendenziale è del -24,8% per una contrazione del giro d’affari con Mosca di ulteriori 14 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2014. Se si prende a riferimento la situazione al settembre 2013, la perdita sale a 27 milioni di euro.

3 – Calzature

Poche le novità per le calzature rispetto al trend rilevato nel primo semestre dell’anno. La variazione tendenziale dell’export si assesta nel complesso al +6,4%. Bene le vendite in Germania (+7,4%), Spagna (+7,6%) e Regno Unito (+17,3%). Continua, e s’intensifica, la crescita dell’export negli USA (+45,7%), per vendite che sfiorano i 36 milioni di euro rispetto ai 24,6 milioni contabilizzate nei primi nove mesi dello scorso anno. Le più significative flessioni dell’export trevigiano di calzature si registrano verso il Giappone (-17,2%) e verso la Russia (-19,9%). La perdita cumulata, per questi due mercati, presi a riferimento i risultati ai primi nove mesi del 2013, ammonta a quasi 10 milioni di euro.

4 – Elettrodomestici     

Anche per l’elettrodomestico trovano conferma le tendenze monitorate a metà anno. La variazione tendenziale dell’export si assesta al +7,1% (+50 milioni rispetto ai valori contabilizzati ai primi nove mesi 2014). Le dinamiche restano positive, e piuttosto sostenute, in quasi tutti i principali mercati europei, ad eccezione della Spagna (-4,3%). La progressione dell’export verso la Polonia (+49,6% quest’anno; +33% lo scorso anno) va letta essenzialmente come intensificazione dei flussi di semilavorati verso quello che è diventato uno dei più importanti centri europei di produzione di elettrodomestici su larga scala: dove ormai hanno insediato stabilimenti alcuni dei più noti player europei, americani e coreani del settore. Controversi gli andamenti verso i mercati extra-Ue, probabilmente sovrapposti a quelle che sono le mutevoli geografie delle catene globali del valore. In calo, nei primi nove mesi del 2015, l’export verso la Russia (-24,1% la variazione tendenziale): calo che tuttavia segue una forte crescita dei flussi registrata lo scorso anno. In contrazione anche l’export verso gli USA (-20%, -4 milioni in valori assoluti), anche in questo caso dopo un 2014 in forte crescita sull’anno precedente. Forte accelerazione delle vendite verso il Giappone (+44,8%), verso gli Emirati Arabi (+37,7%), verso la Cina (+30,4%).

5 – Tessile e Abbigliamento     

E’ il settore nel quale il processo di revisione dei dati 2014 impatta in modo più marcato: ai primi nove mesi del 2014 si contabilizzavano 759 milioni di export di prodotti tessili e dell’abbigliamento originati dalla provincia di Treviso; cifra che sale ora ad oltre 1 miliardo di euro con i dati definitivi 2014. Un “salto” del genere, che non ha eguali nel recente passato, verificando gli scostamenti fra dati provvisori e dati definitivi, rende di fatto inutilizzabile il denominatore come termine di confronto, e fa pensare che gli stessi dati provvisori al 2015 possano essere sottostimati, se saranno interessati da analogo aggiustamento. Per tentare comunque di capire l’andamento generale del settore, si può evidenziare come il dato provvisorio ai primi nove mesi del 2015 risulti superiore del 34% rispetto al dato provvisorio rilevato nello stesso periodo dell’anno precedente. Uno scarto che riguarda soprattutto le vendite verso i Paesi dell’Unione europea, che proprio a partire dal 2014 hanno conosciuto un forte risveglio, dopo la calma piatta registrata per tutto l’arco della crisi. All’uscita dei dati definitivi potremo capirne di più quanto a flussi export per mercati.

6 – Carpenteria metallica          

Le dinamiche di questo settore risentono spesso di “effetti-commessa”, nascosti dietro variazioni anomale. Riusciamo però a capire, da queste variazioni, che nuove opportunità sono state colte dal settore in Marocco (che balza al primo posto fra i mercati extra-Ue) e in Iraq. In ambito Ue la crescita delle esportazioni resta moderata (+2,5%), con cali in Germania (-6,7%), in Romania (-9,0%) e in Repubblica Ceca (-17,6%), compensati da una forte accelerazione delle vendite nel Regno Unito (+80%, per un incremento di oltre 20 milioni rispetto alle vendite contabilizzate nei primi nove mesi 2014).

7 – Alimentari e bevande          

La variazione tendenziale dell’export di prodotti alimentari (+4,2%) resta simile a quella registrata nel primo semestre. Cambia il contributo alla crescita da parte delle aree geografiche: si rafforza infatti l’export verso l’Ue (+6,8%), soprattutto in Francia e nei Paesi Bassi, mentre in contrazione sono i flussi verso i Paesi extra-Ue (-5,1%), per effetto principalmente del quasi dimezzamento delle vendite in Russia (-45,7%, pari a -5 milioni in valori assoluti). Bene le vendite in USA (+31%), mercato che tuttavia assorbe appena il 2% dell’export trevigiano di settore. A diverso ritmo cresce l’export di bevande (sostanzialmente “prosecco” e altri vini): +21,3% è la variazione tendenziale ai primi nove mesi 2015. I primi tre mercati, che da soli assorbono quasi il 63% dell’export di “bollicine”, sono Germania (+13,1%), Regno Unito (+48,3%), Stati Uniti (+28,1%). Crescite a due cifre si riscontra, ad ogni modo, in quasi tutti i Paesi europei (fanno eccezione Austria e Paesi Bassi), nonché in Canada, Giappone, Australia, Emirati Arabi (per restare ai primi 10 mercati extra-Ue). Lieve flessione delle vendite, invece, in Russia, per i noti motivi, e in Cina (-11%).

8 – Gomma plastica      

Debole la crescita dell’export per il settore (+1,7%), e senza l’alibi della rivalutazione dei dati 2014, che qui impatta davvero poco. La dinamica stazionaria in ambito Ue (+0,7%) è frutto di una compensazione tra cali delle vendite nei primi tre mercati di riferimento (Germania, Francia, Romania) e crescita, a due cifre ma per valori assai più modesti, in Polonia (+44,2%), Regno Unito (+27,6%), Benelux e Croazia. In area Extra-Ue va “solo” il 22% dell’export trevigiano di settore, per una variazione tendenziale del +5,1%, sostenuta soprattutto dalle vendite in USA (+14,2%), in Svizzera (+8,0%), in Turchia (+21,2%) e in Arabia Saudita (+88%)

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