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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Economia

Imprenditoria tra Treviso e Belluno: boom di aziende giovanili, femminili e straniere

Il 6,6% delle imprese trevigiane ed il 7,9% di quelle bellunesi è guidato in via prevalente o esclusiva da imprenditori under 35 e un’impresa su cinque ha ai vertici prevalentemente donne e circa una su dieci è a conduzione principalmente straniera

TREVISO Al 30 giugno 2018 i dati Infocamere evidenziavano una contrazione su base annua delle sedi d’impresa complessivamente attive nelle province di Treviso e di Belluno. Rispetto al trend generale si osservano dinamiche diversificate per i sub-insiemi delle imprese giovanili, femminili e straniere. Per le imprese giovanili il confronto con lo scorso anno rimane negativo: sono 110 le imprese giovanili attive in meno in provincia di Treviso al 30 giugno 2018, ma il quadro migliora rispetto ad un anno fa quando la contrazione era su livelli quasi triplicati (-312 imprese). Peggiora invece la situazione in provincia di Belluno: si passa dalle -11 imprese rilevate a giugno 2017 alle -73 di giugno 2018. Va comunque ricordato che il saldo fra le nuove iscrizioni e le cessazioni di imprese giovanili nei primi sei mesi rimane positivo in entrambe le province, ma non è sufficiente a compensare il passaggio di una quota di imprese al sottoinsieme delle imprese “non giovanili” per ragioni anagrafiche.

Opposta è invece la tendenza per le imprese femminili e per le imprese straniere attive nelle due province. Rispetto ad un anno fa: aumentano in provincia di Treviso (rispettivamente +50 imprese femminili e +110 imprese straniere in un anno); diminuiscono in provincia di Belluno (-15 imprese femminili e -20 imprese straniere su base annua). Al 30 giugno 2018 le imprese giovanili rappresentano il 6,6% delle imprese trevigiane attive ed il 7,9% di quelle bellunesi. Le imprese della provincia di Treviso guidate da under 35 scendono a 5.269 unità attive a fine giugno 2018, mentre in provincia di Belluno ripiegano a quota 1.121 sedi. In entrambe le province un’impresa su cinque, circa, è condotta in via prevalente o esclusiva da donne: a fine giugno le imprese femminili attive in provincia di Treviso passano dalle 15.752 del 2017 alle 15.802 del 2018. In provincia di Belluno il lieve calo porta la consistenza delle imprese femminili attive a quota 2.948 unità.

Nello stesso periodo un’impresa trevigiana su dieci è condotta in via prevalente o esclusiva da imprenditori stranieri. Lo stock sale complessivamente nella Marca dove si contano 8.319 imprese straniere attive, mentre scende a 1.150 nella provincia di Belluno, dove rappresentano l’8,1% del totale imprese attive. Il Presidente della Camera di Commercio di Treviso – Belluno, Mario Pozza evidenzia che le imprese guidate da giovani, da donne e da cittadini stranieri sono sempre uno spaccato molto interessante da analizzare, del nostro sistema economico locale. Un sostanziale equilibrio rispetto al trend degli ultimi anni con una tendenza alla ripresa nel 2018. Sono segni importanti di tenuta di un sistema economico in grande trasformazione. La voglia di fare impresa per i nostri giovani non manca. Interessanti i numeri delle imprese guidate da donne. Buona l'integrazione, anche attraverso il lavoro autonomo, di cittadini stranieri che decidono di vivere nei nostri territori. C'è molto lavoro da fare per consolidare in positivo questi indicatori.

TREVISO

Al 30 giugno 2018 le imprese attive trevigiane guidate in via prevalente o esclusiva da imprenditori under 35 sono 5.269 unità, 110 in meno rispetto all’anno scorso. A questa data le imprese giovanili rappresentano il 6,6% delle imprese totali attive in provincia. Contribuisce alla diminuzione dell’ultimo anno il calo nelle costruzioni (-114 imprese), nel commercio (-84) e nel manifatturiero (-18). Positivo è invece il bilancio per l’agricoltura (+77 imprese giovanili in un anno) e le attività di alloggio e ristorazione (+25). Stabili infine i servizi alle imprese. Il commercio, con 1.244 imprese attive a fine giugno e nonostante il calo dell’ultimo biennio (-194 imprese), rimane il settore dove si concentra il maggior numero di imprese giovanili attive in provincia, seguono i servizi alle imprese con 964 unità a metà anno. Costruzioni ed agricoltura, per effetto di dinamiche opposte, si assestano su livelli analoghi: rispettivamente 768 e 753 imprese.

Al di sopra del dato medio provinciale (6,6%) è il peso delle imprese giovanili nelle attività di alloggio e ristorazione (12,7%), nei servizi alle persone (10,4%) e nel commercio (7,1%). A fine giugno quasi un’impresa su cinque è guidata in via prevalente o esclusiva da donne, in totale si contano 15.802 imprese attive in provincia. In un anno le imprese femminili trevigiane crescono di 50 unità. Al loro aumento contribuiscono i servizi alle imprese (87 imprese in più da giugno 2017 a giugno 2018), i servizi alle persone (+47) ed il manifatturiero (+14). Scendono le imprese in rosa nel commercio (-74), in particolare in quello al dettaglio (-67) e in agricoltura (-23).

Nonostante il calo dell’ultimo anno l’agricoltura continua a detenere il maggior numero di imprese femminili (3.587), seguita dal commercio (3.321), dai servizi alle imprese (2.901) e dai servizi alle persone (2.408). Rispetto al dato medio provinciale (19,8%), il peso delle imprese femminili è più elevato nei servizi alle persone (48,9%), nel sistema moda (40,9%), nell’alloggio e ristorazione e nel commercio al dettaglio (dove supera il 30%) e in agricoltura (25,1%). Al 30 giugno 2018 poco più di un’impresa trevigiana su dieci è guidata da imprenditori stranieri (del 10,4% è l’incidenza sul totale delle imprese provinciali). In valori assoluti le imprese straniere attive sono 8.319 unità, 110 in più dello scorso anno. Guadagnano imprese quasi tutti i settori, mentre perde 55 imprese il commercio al dettaglio, in lieve diminuzione anche il sistema moda (-9) ed il trasporto e magazzinaggio (-7). L’imprenditoria individuale rappresenta l’81,9% delle imprese straniere attive in provincia e proviene in particolare dalla Cina (984 imprenditori, più della metà dei quali si occupa principalmente di attività manifatturiere collegate al sistema moda), dal Marocco (955 imprenditori dediti principalmente al commercio al dettaglio) e dalla Romania (579, per la maggior parte attivi nelle costruzioni).

BELLUNO

A fine giugno 2018 le imprese giovanili bellunesi rappresentano il 7,9% delle imprese totali attive in provincia. In un anno le imprese giovanili bellunesi diminuiscono dalle 1.194 del 2017 alle 1.121 del 2018 (-73 imprese). Contribuiscono al calo la diminuzione nei servizi alle imprese (-34), nelle costruzioni (-19) e nel commercio nell’alloggio e ristorazione (entrambi -14). In lieve aumento l’agricoltura (+6) ed i servizi alle persone (+3). Le imprese giovanili bellunesi si concentrano in particolare in agricoltura (250 imprese attive), nel commercio (214) nelle attività di alloggio e ristorazione (169), nei servizi alle imprese (150) e nelle costruzioni (142). Rispetto al dato medio provinciale (7,9%), il peso delle imprese giovanili sul totale imprese è più elevato in agricoltura (12,8%) e nei servizi alle persone (11,8%).

Al 30 giugno quasi un’impresa bellunese su cinque è guidata in via prevalente o esclusiva da donne. In valori assoluti le imprese femminili attive sono 2.948 unità, 15 in meno rispetto allo scorso anno. Guardando ai settori le imprese femminili diminuiscono nel commercio (-17 imprese), nell’alloggio e ristorazione (-10) e nel manifatturiero (-7). Aumentano invece nei servizi alle persone (+17) e in agricoltura (+10). Nei servizi alle persone quasi un’impresa su due è guidata da donne (47,8%); al di sopra del dato medio provinciale (20,9%) anche il commercio al dettaglio (37,7%) l’alloggio e la ristorazione (33,9%), e l’agricoltura (24,1%). A fine giugno le imprese bellunesi guidate da stranieri rappresentano l’8,1% del totale imprese attive in provincia. In valori assoluti si contano 1.150 imprese, 20 in meno dello scorso anno. La dinamica, nel complesso negativa, risente della lieve diminuzione del numero di imprese nel commercio (-11), nelle costruzioni (-9), nei servizi alle persone (-6) e nei servizi alle imprese (-5). In lieve aumento l’alloggio e la ristorazione (+9). Nelle costruzioni e nel commercio, settori di riferimento per l’imprenditoria straniera, poco più di un’impresa su dieci è guidata da stranieri.

Nota metodologica

Per “imprese giovanili” si intende l'insieme delle imprese in cui la partecipazione di under 35 risulta complessivamente superiore al 50%, mediando tra le quote di partecipazione al capitale sociale e le cariche amministrative attribuite. Per “imprese femminili” si intende l'insieme delle imprese in cui la partecipazione di donne risulta complessivamente superiore al 50%, mediando tra le quote di partecipazione al capitale sociale e le cariche amministrative attribuite. Per “imprese straniere” si intende l'insieme delle imprese in cui la partecipazione di persone nate all’estero risulta complessivamente superiore al 50%, mediando tra le quote di partecipazione al capitale sociale e le cariche amministrative attribuite. La fonte Infocamere estrae l'informazione sulla nazionalità dall’indicazione dello Stato di nascita della persona presente nel codice fiscale.

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