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Venerdì, 20 Maggio 2022
Economia

Crisi, dal manifatturiero trevigiano segnali di ripresa

Rispetto ad un anno fa gli indicatori sono ancora in negativo. Si registrano però piccoli indizi di recupero rispetto ai primi tre mesi dell'anno

Il settore manifatturiero trevigiano porta ancora il segno meno, ma dal secondo trimestre del 2013 arrivano anche indizi promettenti.

Secondo i dati riferiti dalla Camera di Commercio di Treviso, tra marzo e giugno 2013, l’industria manifatturiera trevigiana, presa nel suo complesso, non ha conosciuto ulteriori contrazioni, anzi. Produzione e fatturato crescono su base trimestrale del +2,6% e del +2,4% e ben oltre la metà delle imprese ha segnalato questi indicatori in aumento. Anche  gli ordini interni, dopo sette trimestri consecutivi di flessione, sono rimbalzati di un timido +1,5%.

Di certo ciò non significa che il mercato sia ripartito. Un peso significativo è stato ricoperto dagli ordinativi esteri raccolti negli scorsi trimestri dalle imprese capofila, che progressivamente si sono propagati lungo le reti dei fornitori.

In questo modo va attenuandosi la negatività nei dati tendenziali su base annua: rispetto allo stesso periodo del 2012 la produzione è ora al -2,6% (nel primo trimestre era a -3,7%; il fatturato è al -1,1% (rispetto al -2,6%); il fatturato estero si assesta al +4,6%.

Aumentano anche i giorni di produzione assicurati dagli ordini in portafoglio (da 35 a 44 in media) e, di poco, risale il grado di utilizzo degli impianti (dal 66,3% al 68,8%),  con un debolissimo effetto anche sull’occupazione, in risalita dello 0,6% sul trimestre precedente.

I migliori risultati a livello di produzione e fatturato sono stati registrati dall’industria dei macchinari, con però qualche incertezza nella raccolta ordini per i prossimi mesi.

Il legno arredo invece sembra diviso a metà: la piccola impresa sembra più reattiva, sia sul piano dei risultati economici che della raccolta ordini, anche dall’estero. Mentre la media-grande impresa risulta ancora intrappolata per inerzia nella “grande crisi”: con una produzione e un fatturato che restano in contrazione nel periodo in esame rispetto al trimestre precedente. Per i prossimi mesi sembra ripartire, ad ogni modo, la domanda interna, con un +5%.

Non posso che guardare a questi dati con soddisfazione - commenta Nicola Tognana - perché interrompono un lungo ciclo negativo e si allineano a quanto evidenziato anche da altri osservatori nazionali ed internazionali sull’industria manifatturiera in Europa. Al tempo stesso la cautela è d’obbligo. Vedo peraltro che gli stessi imprenditori, nelle previsioni per i prossimi tre mesi, mantengono inalterato l’umore rispetto al trimestre precedente. Come dire: è andata un po’ meglio, ma aspettiamo prima di illuderci, vediamo quel che succede a settembre".

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