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Economia

Dpcm, Casartigiani: «Ci voleva coraggio intervenendo sul trasporto pubblico»

D’Aliberti, direttore di Casartigiani Treviso: «Il Governo penalizza categorie già fiaccate dalla prima emergenza e che hanno dimostrato di non essere responsabili dei contagi»

«Il nuovo Dpcm colpisce chi in questi mesi ha rispettato le regole e ha fatto sacrifici e investimenti per continuare a lavorare. Un dpcm che sbaglia completamente mira». Salvatore D’Aliberti, direttore di Casartigiani Treviso, è profondamente preoccupato per le conseguenze che avranno le nuove misure. «E’ stato un errore non ascoltare le Regioni che proponevano la chiusura dalle 23 per bar e ristoranti. Per le pasticcerie, anche questa volta, non è chiaro se dovranno chiudere alle 18, o se potranno almeno lavorare con l’asporto» aggiunge il direttore dell’associazione.

Critiche anche nei confronti dello smart working: «Il lavoro a distanza ha già fatto molti danni ai centri storici. Ma si è deciso di favorirlo ulteriormente, penalizzando imprese artigiane e commercianti che hanno applicato tutti i protocolli, dimostrando di non essere la causa del diffondersi dei contagi». Per Casartigiani il governo ha scelto la strada più semplice e meno efficace: «Tra le misure non leggiamo nulla che intervenga veramente sull’organizzazione del trasporto pubblico. Continuiamo a vedere bus pieni e treni affollati, ma su questo non è si voluto intervenire, se non consigliando di non utilizzarlo. Annullare la seconda rata dell’Imu è poi un contentino che servirà a poco. Sarebbe stato opportuno ridurre l’irpef o bloccare gli acconti di novembre. Sarebbe servito coraggio, quel coraggio che non vediamo in questo Dpcm». 

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