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Electrolux, nuovo accordo coi sindacati per la gestione del Coronavirus in azienda

La Fiom: «Un risultato reso possibile dalla determinazione e dalla mobilitazione dei metalmeccanici e dal Protocollo condiviso da Cgil Cisl e Uil con il Governo e Confindustria»

«E’ stato sottoscritto venerdì in Electrolux un accordo che definisce misure di sicurezza e condizioni organizzative per consentire, in coerenza con le modalità e i tempi di ripresa dell’attività lavorativa previsti dai provvedimenti del Governo, lo svolgimento dell’attività lavorativa in piena sicurezza» fanno sapere Michela Spera e Alberto Larghi, coordinatori nazionali Fiom del gruppo Electrolux.

 Nell’accordo sono previste:

- informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento di tutti i lavoratori sulle misure di prevenzione e sicurezza definite;

- consegna giornaliera dei DPI a tutte le lavoratrici e lavoratori e l’informazione sul loro uso corretto;

- misurazione della temperatura e misure di distanziamento sociale quali la misurazione delle distanze tra le diverse postazioni di lavoro, la revisione delle stesse e del relativo lay-out e l’adozione di misure compensative quali l’utilizzo di barriere di protezione e/o DPI aggiuntivi (occhiali, visiere, etc);

- ricorso allo smart working/lavoro agile per ridurre la presenza fisica del personale all’interno dei locali aziendali;

- specifiche procedure per il personale esterno per affrontare il rischio da contaminazione;

- attività di igienizzazione e sanificazione, quotidiane, periodiche e legate ad eventi;

- interventi sull’organizzazione del lavoro con riduzione orario, distanziamento turni,

- interventi sui luoghi ristoro, misure di sicurezza in mensa, spogliatoi, bagni, infermeria.

Inoltre l’accordo prevede, oltre che la sperimentazione di una APP per gestire il post emergenza ed indicare al lavoratore che decide di aderirvi l’indice di rischio/esposizione al contagio, l’effettuazione a tutti i lavoratori su base volontaria, di test e tamponi con lo scopo di consentire l’accesso al luogo di lavoro a persone non affette dal virus. Questa attività preventiva rientra in un progetto di ricerca coordinato dal Prof. Paolo Gasparini, del Burlo Garofolo di Trieste.

Lavoratori a rischio

Sono infine state definite importanti tutele per i lavoratori e le lavoratrici più fragili a causa di patologie pregresse o attuali, in un rapporto di collaborazione tra medico competente e il medico di famiglia. Qui di seguito i nuovi accorgimenti:

- i dipendenti con specifici profili di rischio al virus saranno oggetto di maggiori tutele, non escludendo l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale o su richiesta degli stessi, con ferie e/o PAR individuali;

- in caso venga certificata la condizione di malattia è garantita la tutela ai fini del comporto per la conservazione del posto di lavoro;

- il loro possibile ritorno al lavoro sarà definito sulla base delle certificazioni mediche fornite dal lavoratore interessato e degli elementi eventualmente disponibili nella cartella sanitaria e di rischio tenuta dal medico competente e tale certificazione non sarà considerata elemento di non idoneità alla mansione ai fini dell’avvio delle procedure di cui all’art. 7 Legge 604/66.

Conciliazione lavoro famiglia

Si è inoltre condiviso di affrontare nei singoli stabilimenti le necessità dei lavoratori e delle lavoratrici di conciliazione tra lavoro e famiglia, fermo restando quanto previsto per i congedi e permessi speciali connessi all’emergenza sanitaria in atto. La Commissione ECOS/RLS in ogni stabilimento Electrolux svolgerà la funzione del Comitato previsto dal Protocollo condiviso dal Governo tra Confindustria Cgil Cisl Uil del 14 marzo scorso, per il monitoraggio e l’implementazione delle linee guida con ore a carico dell’azienda e con un ulteriore monte ore nazionale. «Le linee guida condivise venerdì in Electrolux rappresentano un importante risultato a tutela della salute, della sicurezza e della prevenzione delle lavoratrici e dei lavoratori negli stabilimenti del gruppo. Un risultato reso possibile dalla determinazione e dalla capacità di mobilitazione dei metalmeccanici e dal Protocollo condiviso da Cgil Cisl e Uil con il Governo e Confindustria che vincola la ripresa dell’attività produttiva solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione» concludono Michela Spera e Alberto Larghi.

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