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Montebelluna, Geox annuncia 90 esuberi nella sede centrale

La comunicazione è stata data giovedì nel corso di una riunione con i sindacati. La scelta è stata motivata con l'andamento negativo dei mercati del Mediterraneo

Continua lo stillicidio di posti di lavoro nella Marca trevigiana.

Dopo Electrolux, Benetton, Stefanel e altri nomi importanti dell'economia veneta, anche Geox ha annunciato 90 esuberi nella sua sede centrale di Biadene di Montebelluna. Secondo fonti bene informate, l'annuncio è stato dato giovedì durante un'assemblea cui hanno preso parte anche rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil.

Il piano di esuberi dell'azienda di Mario Moretti Polegato, impegnata nella semplificazione della struttura e negli investimenti, sarebbe motivato dal perdurare delle cattive situazioni dei mercati di riferimento dell'azienda delle calzature, ovvero i Paesi del Mediterraneo come Italia - dove realizza il 38% del fatturato - Spagna, Portogallo e Grecia. Né i mercati mostrano a breve segni di ripresa, anzi confermano una recessione strutturale nei consumi.

Le modalità del taglio all'organico non sono ancora state definite e riguarderanno Geox spa, una delle tre società insediate nella sede principale di Montebelluna, con XLog, e Geox Retail, dove lavorano 545 persone, tra operai e amministrativi.

La notizia è piombata come un fulmine a ciel sereno sui lavoratori, informati dai sindacati in un'assemblea: da anni Geox registra performance positive senza mai aver dato segnali di crisi.

"E' davvero un bollettino di guerra", ha commentato a stretto giro il presidente della Regione Luca Zaia. "L'annuncio degli esuberi alla Geox non soltanto fa riflettere perché colpisce una delle aziende che si era dimostrata negli ultimi anni fra le più dinamiche sul mercato, ma addolora anche perché apre una ferita profonda in una delle zone più produttive e attive del Paese".

"La situazione delle imprese e del lavoro è ormai a livelli da allarme sociale in tutto il Veneto e il Nord-Est - ha osservato con rammarico Zaia - I 90 esuberi della Geox si vanno ad aggiungere ai 170mila disoccupati del Veneto, a quel 25% di giovani in cerca di un lavoro che forse non arriverà. Siamo al fianco dei lavoratori di Montebelluna, e assicuro personalmente che la Regione farà la sua parte anche in questo caso, come l'ha fatto in questi ultimi tre anni, destinando quasi 120 milioni di risorse proprie e non statali alla cassa integrazione in deroga".

Il governatore tuttavia ha sottolineato, non senza un velo di polemica, che "occorrono ormai scelte più drastiche. Non possiamo continuare a tollerare che i soldi dei veneti restino bloccati a Roma e vadano ad alimentare sperperi e sprechi di altre regioni senza che da queste parti si veda ritornare un euro sotto forma di servizi e aiuti a imprese e lavoro".

"Bisogna agire. In fretta. E il governo mi pare non stia facendo quello che qualsiasi persona assennata e qualsiasi padre di famiglia farebbe - ha concluso Zaia - Cioè consentire che i soldi dei veneti rimangano sul territorio a produrre nuova ricchezza e nuovo sviluppo. Non a favore dei veneti, bensì a favore di tutto il Paese che senza il Nord produttivo e il Pil che l'imprenditoria veneta sa sviluppare è destinato a un triste e inevitabile declino".

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