Eventi privati e business cancellati dal Dpcm: «Perdite irrimediabili»

Federica Boldoni di "Treviso imprese unite" lancia un importante appello per dare sostegno ai lavoratori e alle imprese del settore Mice, organizzatori di meeting e convention ora in crisi

Manifestazione promossa da Treviso imprese unite nei mesi scorsi (Foto d'archivio)

"Treviso imprese unite" ha scelto di farsi portavoce e aprire dei tavoli di trattativa con le istituzioni per dare sostegno alle imprese ed ai professionisti del settore Mice (organizzazione meeting, incentive, convention ed exhibition) e degli eventi privati e business. 

«Il decreto di domenica 18 ottobre - spiega Federica Boldoni di "Treviso imprese unite" - costituisce un totale ribaltamento rispetto a quanto affermato nel precedente decreto del 14 ottobre che, pur vietando gli eventi privati sopra i trenta partecipanti (e quindi una grande fetta delle manifestazioni natalizie), consentiva almeno l’organizzazione di eventi congressuali e di convegnistica nel rispetto del distanziamento sociale. Molti professionisti del settore (catering, ristoratori, service, fioristi, allestitori) si erano sentiti un po' sollevati dalla prospettiva di poter realizzare almeno questa tipologia di eventi; infatti, nei sei mesi precedenti, tutti avevano cercato di riorganizzare la propria attività completamente cancellata dalla normativa del primo lockdown, rimettendo faticosamente insieme le risorse per andare avanti, per convincere le aziende clienti a non cancellare gli eventi e poter quindi sopravvivere. E invece purtroppo, dopo 5 giorni di umori alterni, i professionisti di settore hanno visto definitivamente cancellata qualsiasi possibilità di lavoro in qualsiasi settore legato al Mice. Viene consentita l’entrata nei cinema con il rispetto delle distanze sociali, ma non viene consentito lo svolgimento di riunioni in opportuni spazi e con le dovute precauzioni in sale perfettamente organizzate. Tutto questo costituisce un nonsenso totale e rappresenta l’incompetenza di chi sembra scegliere senza criterio logico le misure da prendere in contrasto al virus. Siamo in costante contatto con la Regione Veneto che ci sostiene, ma che al momento non ha possibilità di fornire un concreto sostegno non avendo l’autorità per apportare le dovute e sensate modifiche al decreto. Riteniamo che non si sia parlato a sufficienza dell’irrimediabile perdita che il comparto sta subendo per la seconda volta, con la cancellazione di qualsiasi attività, passata, presente e certamente anche futura, vista l’impossibilità di eseguire la necessaria programmazione aziendale. Il dpcm di fatto impedisce al settore Mice di svolgere qualsiasi attività, nega cioè il lavoro in sé. Di conseguenza, il Governo ha l’obbligo di farsi carico della sussistenza delle aziende a cui viene impedito di svolgere attività, e questo sostegno deve arrivare in tempi brevissimi. La situazione è estrema e al di fuori di ogni controllo, le tutele assolutamente necessarie per un comparto che urla la sua vera disperazione e che potrebbe giungere purtroppo a gesti estremi dettati da questo stato economico e psicologico. È necessario che la voce dei professionisti del Mice e degli eventi privati venga ascoltata immediatamente e che giungano repentini i soccorsi. La nostra associazione è pronta a sostenere anche forti azioni di protesta sociale a sostegno di questi attuali “invisibili”; riteniamo infatti che sia la scelta giusta per dare una via di sfogo costruttiva a tutti i pensieri fortemente negativi che si stanno accumulando tra i professionisti schiacciati dalle ingiustizie sociali e dall’ indifferenza di chi impedisce loro di svolgere il proprio lavoro». 

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