rotate-mobile
Venerdì, 21 Gennaio 2022
Economia

Exploit di ristrutturazioni casa, Consumatori24: "Si rischiano superproblemi anziché superbonus"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Il decreto Rilancio n. 34/2020 al fine di incrementare la produttività e favorire la ripresa, a seguito delle notevoli difficoltà economiche sorte a causa della pandemia da Covid-19, ha dato vita al cosiddetto Superbonus 110 %. Le ormai note nuove disposizioni consentono di ottenere una detrazione del 110% sulle spese effettuate per specifici interventi definiti “trainanti” in ambito energetico. La grande novità del Superbonus è però rappresentata dalla possibilità di godere della detrazione spettante in maniera anticipata tramite uno sconto in fattura dai fornitori di beni e servizi o tramite la sua cessione ad una banca o ad altro intermediario, fatta sempre salva la possibilità di goderne in quote uguali per i successivi 5 anni come detrazione d’imposta. Grazie alle novità previste in punto di cessione del credito corrispondente alla detrazione, si è fatta largo l’idea che sia semplicissimo fare i lavori “gratis”. In questo senso dilaga l’impressione che molti approfitteranno del Superbonus nella convinzione di poter rimodernare, ristrutturare, efficientare senza spendere nulla.

Ma, come sempre, l’inghippo è dietro l’angolo. Molte infatti sono le segnalazioni pervenute all’Associazione Consumatori 24 a riguardo, riconducibili a diverse province tra le quali Vicenza, Verona, Treviso. Basti pensare che la stessa Agenzia delle Entrate ha già abbondantemente chiarito che la mancata sussistenza, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta comporterà il recupero dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante, maggiorato degli interessi. Il primo pericolo è che il contribuente, entusiasmato dalla possibilità di poter accedere al bonus, accetti e commissioni operazioni edilizie dal prezzo c.d. “gonfiato” e sproporzionato, il che non solo rappresenta per se stesso una c.d. arma a doppio taglio, bensì si potrebbe rischiare la contestazione del reato cui all’art. 316 ter ovvero indebita percezione di erogazioni a danno dello stato. Un altro punto nodale che merita una certa prudenza è rappresentato dalla presenza di abusi edilizi relativi all’immobile che potrebbe compromettere l’ottenimento del Superbonus 110%.

Spesso infatti il malcapitato cliente affida la burocrazia direttamente all’azienda che si occuperà della ristrutturazione, quando a dire il vero sarebbe decisamente più opportuno interpellare un tecnico di fiducia per verificare la regolarità della posizione per non ritrovarsi coinvolti in situazioni incresciose. Un’ulteriore problematica è rappresentata dall’accettazione di preventivi, con il conseguente impegno nell’eseguire (e pagare!) i lavori, ma le tempistiche si allungano a dismisura, impedendo all’ordinante di richiedere il suddetto bonus, entro i termini stabiliti dal decreto legge vigente. Tra i casi alcuni hanno visto protrarsi i lavori di installazione del proprio impianto fotovoltaico anche dall’estate 2020 ad oggi e, come loro, altri, coinvolti in lavori che se non ultimati in tempo o effettuati con il giusto criterio, dovranno pagare per intero la cifra pattuita senza poter usufruire del bonus. Pertanto l’Associazione Consumatori lancia l’appello e invita chiunque dovesse ritrovarsi coinvolto in situazioni analoghe, di rivolgersi quanto prima a professionisti che possano guidarli nella risoluzione della vertenza.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Exploit di ristrutturazioni casa, Consumatori24: "Si rischiano superproblemi anziché superbonus"

TrevisoToday è in caricamento