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Sostenibilità sociale e ambientale: operazione di welfare di Latteria Soligo

Lorenzo Brugnera, presidente Latteria Soligo: “La nostra mission è di realizzare un’agricoltura e dei prodotti che rispettino l’ambiente e guardino al benessere dei nostri consumatori

FARRA DI SOLIGO Soligo, annuncia investimenti strategici per la riduzione dell’impatto ambientale di tutta la filiera produttiva: Lorenzo Brugnera, presidente Latteria Soligo: “La nostra mission è di realizzare un’agricoltura e dei prodotti che rispettino l’ambiente e guardino al benessere dei nostri consumatori. La nostra qualità è frutto di eccellenza in tutte le fasi di produzione, per questo siamo intervenuti con importanti investimenti nei nostri stabilimenti: con impianti fotovoltaici da 800 KWatt/h (400 KWatt a Farra, 200KWatt nella centrale del latte di Caposile e altrettanti nello stabilimento di Breganze) e ora daremo il via ad un impianto a bio masse, che ci convertirà per buona parte alle fonti rinnovabili. I nostri caseifici lavorano a energia circolare, dove nulla deve essere sprecato: abbiamo investito in nuovi sistemi refrigeranti (applicando tecnologie computerizzate Premio Innovazione Legambiente) e ridotto l’utilizzo di acqua (attraverso linee a vapore per la produzione dei formaggi filati) e realizzato impianti di depurazione che restituiscono alle nostre campagne acqua di fiume, adatta all’irrigazione”. L’azienda è lieta di comunicare oggi l’approvazione definitiva del l’iter progettuale per la realizzazione del nuovo impianto a bio masse (prestazioni etc.) per un investimento del valore di 2,5 milioni, grazie al supporto del PSR, Piano Sviluppo Rurale Regione del Veneto (600mila euro i fondi europei). "Una energia circolare che consentirà non solo di produrre gas utilizzando i composti bioattivi di scotta e siero, che oggi rappresentano un costo come rifiuti speciali (pesando per 240mila euro l'anno sul bilancio), ma anche energia termica, grazie ad una centrale di stoccaggio da 700 ettolitri per l'acqua calda che verrà utilizzata nei lavaggi: possiamo dire di chiudere il cerchio della nostra filiera, nei nostri stabilimenti entra latte, escono acqua pulita e formaggi".

SOSTENIBILITA' SOCIALE: Latteria Soligo è lieta di annunciare che il Master Plan Parco Sociale Soligo si è aggiudicato il primo premio al concorso City&Brand Landscape Award 2017 promosso da Consiglio Nazionale degli Architetti, Paysage e Triennale di Milano. La giuria internazionale ha definito il progetto (firmato da Asprostudio, Vicenza) "un innovativo intervento, con cui viene rilanciato con le comunità locali il progetto di paesaggio, che nei 130 anni di storia produttiva ha trasformato le aree a ridosso del fiume. Una strategia di lavoro collettivo che integra aspetti ecologici e paesaggistici".  Il progetto, fatto proprio dal Comune di Farra di Soligo come partenariato pubblico/privato ai sensi della Legge Regionale 11/2004, coinvolge oltre 62mila metri quadri di superficie e guarda al recupero delle aree dismesse attorno all’attuale stabilimento valorizzando gli edifici storici (Borgo Vecchia Latteria) sorti in oltre un secolo sulle sponde del torrente Soligo. Il primo passo di questo lungo percorso è iniziato nel 2012 con la creazione dell’associazione Soligo Onlus con la Fondazione Francesco Fabbri. Ne è seguito un primo intervento di recupero (300mila euro) per la realizzazione di uno spazio formativo e aggregativo già in funzione e aperto alla fruizione pubblica. Ora si sta per procedere ai lavori di un secondo lotto (per ulteriori 200mila euro). 

Il Masterplan è fortemente ispirato alla valorizzazione del contesto naturale caratterizzato dal corridoio ecologico del fiume e ai criteri “smart” che promuovono una forte integrazione tra funzioni (energia, mobilità, digitale). Tutta l'attività della filiera Soligo, dalla stalla alla tavola del consumatore, si integrerà con la vita della comunità locale nelle sue espressioni economiche, culturali e sociali: quindi,  si possono ipotizzare  attività di formazione tecnica (scuola e master di tecnologia casearia, scuole di cucina, di ristorazione, di ospitalità) di accoglienza e informazione per i visitatori, di documentazione storica, di educazione alla salute,  di informazione tecnica rivolta agli operatori agricoli, della ristorazione e della distribuzione alimentare, e tanto altro ancora. Il tutto comunque a servizio del territorio grazie alle multiformi espressioni del volontariato e in un’ottica di inclusione sociale delle persone più svantaggiate, secondo un ideale del fare business dove l'uomo è artefice e non mero strumento produttivo. Sono infatti ipotizzate forme di housing sociale e comunità residenziali in collaborazione con l’azienda sanitaria locale e di servizi come un kindergarten. Sarà un quartiere green e digitale: sono previsti piccoli poli di produzione energetica derivanti da sfruttamento mini-idroelettrico (in recupero dell’impianto oggi dismesso) e biomasse provenienti dall’agricoltura viticola e lattiero-casearia; la realizzazione di percorsi ciclopedonali dedicati alla mobilità dolce lungo l’argine, una azienda agricola biologica a filiera corta.

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