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Economia

Ex popolari venete: "Insufficiente e ridicola la dotazione del fondo risparmiatori traditi"

Attacco del Movimento Difesa del Cittadino - Veneto: troppo pochi i 50 milioni di euro previsti dall’emendamento, a prima firma Santini, alla Finanziaria

TREVISO Il Movimento Difesa del Cittadino - Veneto valuta in maniera profondamente critica il Fondo risparmiatori traditi con dotazione iniziale di 50 milioni di Euro previsto dall’emendamento, a prima firma Santini, alla Finanziaria. Tale iniziativa non pare rispondere alle esigenze delle decine di migliaia di azionisti sotto molteplici profili: - considerato che, stando a quanto si è appreso, il Fondo sarà destinato agli ex azionisti delle 4 banche andate in risoluzione e a quelli delle due ex popolari venete, la somma di 50 milioni di Euro, seppur iniziale, appare ridicola. Solo gli azionisti delle due ex popolari venete, infatti, a seguito della svalutazione delle azioni, hanno subito un danno pari a circa 10 miliardi di Euro; - la circostanza secondo cui, per poter accedere a tale Fondo, il richiedente dovrà essere munito di sentenza passata in giudicato o di provvedimento arbitrale è del tutto priva di senso: nei confronti delle due ex banche popolari venete, infatti, a seguito della relativa messa in liquidazione, non è tecnicamente possibile agire né in via giudiziale né in via arbitrale; non si capisce, quindi, come il richiedente l’accesso al Fondo possa essere munito di sentenza passata in giudicato o di provvedimento arbitrale. ‘L'iniziativa avente ad oggetto l’istituzione del c.d. Fondo risparmiatori traditi, afferma Matteo Moschini di M.D.C. Veneto, ‘appare in linea di principio corretta; essa, tuttavia, deve essere in grado di consentire ai risparmiatori traditi dalle ex popolari venete di ottenere un indennizzo a fronte delle gravi perdite subite a seguito della vendita fraudolenta delle azioni.

Appare evidente, purtroppo, che, così come concepito nel c.d. emendamento Santini, il Fondo risparmiatori traditi sia del tutto inutile ed assolutamente inidoneo a consentire agli azionisti delle ex popolari venete di ottenere un indennizzo. Infatti, dalla data d’insediamento degli organi liquidatori, nei confronti delle banche in liquidazione non può essere promossa né proseguita alcuna azione giudiziale (art. 83, cc. 1 e 3, T.U.B.). Inoltre, a seguito della revoca della licenza bancaria alle ex popolari venete, anche l’Arbitro per le controversie finanziarie istituito presso la Consob si è dichiarato non competente a pronunciarsi in ordine ai ricorsi proposti nei confronti di tali banche. Delle due, quindi, l’una: o i firmatari dell’emendamento non conoscono la materia che ci occupa o stanno prendendo in giro i tanti risparmiatori traditi. Non vogliamo nemmeno pensare all’ipotesi che possa venire istituito un nuovo Organo competente a pronunciarsi in ordine ai ricorsi proposti nei confronti di tali banche in quanto, come già opportunamente evidenziato dal dott. Barbuzzi, presidente dell’Arbitro per le controversie finanziarie, la sede naturale cui inviare i ricorsi nei confronti delle ex popolari venete (o le domande di selezione e richiesta di accesso al Fondo risparmiatori traditi) non potrebbe essere che l’Arbitro per le controversie finanziarie. Anche solo pensare di demandare tali competenze ad altri Organi sarebbe assurdo in quanto nessun altro Organo - men che meno l’Anac, che non ha alcuna competenza in materia finanziaria - possiede il know how necessario. Auspichiamo un radicale miglioramento dell'iniziativa avente ad oggetto l’istituzione del Fondo risparmiatori traditi, in assenza del quale il rapporto fiduciario tra cittadini e forze politiche, già gravemente pregiudicato, non potrà che deteriorarsi ulteriormente.’

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