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Il presidente Cia Treviso Giuseppe Facchin

Il presidente Cia Treviso Giuseppe Facchin

Il futuro vitivinicolo in Veneto: tra tutela del prodotto e sostenibilità

Ad Oderzo si sono svolti i lavori del Forum vinicolo Veneto coordinati dalla Confederazione Italiana Agricoltori Veneto e Treviso. La Cgia di Mestre: la Marca top scorer nella produzione del vino in Italia

ODERZO Il Veneto e la Marca Trevigiana sono leader in Italia nel settore vitivinicolo. Lo confermano i dati della Cgia di Mestre, emersi durante il convegno sul “Vigneto Veneto”, organizzato da Cia Veneto e Cia Treviso. La sfida nel futuro sarà certificare i prodotti e di pari passo mirare alla sostenibilità. «La Provincia di Treviso è leader per la produzione di vino in Italia con quasi 4,3 milioni di ettolitri nel 2015. 8,5% del totale Italia e 44,1% del totale Veneto», sono alcuni dei numeri presentati da Daniele Nicolai e dall'Ufficio studi della Cgia sul settore vitivinicolo, un comparto in cui l'Italia domina nel mondo. Su 259 milioni di ettolitri di produzione mondiale previsti nel 2016 (Ufficio studi Cgia su dati Oiv), l'Italia sarà di nuovo al primo posto, con 48,8 milioni di ettolitri, il 19% della produzione globale. Lo scorso anno il Veneto ha confermato la sua leadership in Italia: 9.732.567 ettolitri, il 19,2% italiano. Di questi, 4.291.175 ettolitri, arrivano dalla Provincia di Treviso.

Al convegno, che si è tenuto nel Collegio Brandolini Rota di Oderzo, ha partecipato il presidente del Veneto, Luca Zaia. «La sfida per il futuro è il percorso della qualità, il consumatore ci chiederà la certificazione ambientale - ha detto il governatore Zaia rivolgendosi ai produttori – l'ultima frontiera che dovremo affrontare sarà la certificazione del processo del prodotto. Fate investimenti sul fronte ambientale». Il presidente della Regione ha ribadito come questo percorso debba coinvolgere i produttori ed i Consorzi di tutela, mentre ha sollecitato politiche sulla tutela a livello governativo. «La tutela della produzione del vino deve essere fatta a livello nazionale - ha aggiunto Zaia – dovremo fare alcune operazioni al Wto e abbiamo la necessità di battere i pugni a livello comunitario. Per la difesa dei prodottori un grande ruolo l'hanno i Consorzi di tutela». Si è parlato anche di Prosecco: «L'Unesco è una grande opportunità, noi il dossier lo presenteremo, l'Unesco agevola anche il percorso sui trattamenti, non lo interrompe. È una pratica del territorio che deve arrivare a compimento», ha spiegato il governatore Zaia, che lunedì sera ha incontrato Franco Bernabè, presidente della Commissione nazionale Italiana per l'Unesco.

Attorno alla tavola rotonda si sono riuniti Bruno Trentini direttore generale della Cantina di Soave, Emilio Pedron amministratore delegato di Bertani Domains e Giuseppe Facchin presidente della Cia di Treviso. «I numeri stanno dando ragione al settore, dobbiamo insistere con intelligenza su questa strada, anche attraverso un ragionamento di convivenza con chi vive sul territorio – ha osservato il presidente di Cia Treviso, Giuseppe Facchin - la convivenza e la salvaguardia dell'ambiente sono un nostro interesse primario. Siamo i primi attori ad essere interessati alla tutela del nostro posto di lavoro, che è l'ambiente che ci circondae il futuro dei nostri figli. Vogliamo promuovere un percorso condiviso che unisca il reddito, l'impresa e la salvaguardia dell'ambiente». Tra i relatori vi sono stati Giuseppe Cattarin della Direzione competitività sistemi agroalimentari della Regione Veneto, Gianluca Fregolent direttore di Icqrf Nord-Est e Paolo Feltrin docente di Scienze politiche dell'Università degli studi di Trieste.

«La viticoltura consente il recupero delle terre marginali, come l'ambito collinare recuperato e messo in sicurezza. Questo ruolo dovrebbe essere maggiormente valorizzato. Le certificazioni aumenteranno sempre più, burocrazia e leggi, perchè tutti vogliono essere difesi, dal produttore al consumatore e tutti chiedono regole la questione ambientale diventerà decisiva per l'agricoltura – ha spiegato il professor Paolo Feltrin - Il giorno in cui qualche impresa multinazionale di vino americana, cinese, o australiana, vorrà fare fuori il Prosecco Veneto e Trevigiano, lo farà sul punto della dimensione. Senza accordi internazionali non si va da nessuna parte o lo regoli e vincono gli squali. Nei prossimi anni si dovrà raccogliere questa sfida con accordi internazionali». Il convegno è stato aperto dal presidente di Cia Veneto, Flavio Furlani. Tra i convenuti il presidente di Confagricoltura Treviso, Lodovico Giustiniani, l'onorevole Floriana Casellato, il sindaco di Oderzo Maria Scardellato, i consiglieri regionali Graziano Azzalin e Pietro Dalla Libera.

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