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Gli effetti di una gelata in un vigneto (Foto di Veneto Meteo & Clima via Facebook)

Gli effetti di una gelata in un vigneto (Foto di Veneto Meteo & Clima via Facebook)

Gelate notturne sui vigneti del Prosecco: «Valutiamo lo stato di calamità»

Gianmichele Passarini, presidente di Cia Veneto commenta gli effetti del gelo fuori stagione sulle colture trevigiane. Danni anche a frutteti e coltivazioni orticole

Temperature notturne sotto zero che si sono protratte per molte ore, i vigneti del prosecco in pericolo. Lo segnala la Cia del Veneto: «Uno sbalzo di temperatura di oltre 20 gradi nel giro di pochi giorni, una anomalia a cui purtroppo ci dovremo abituare e che porterà gravi conseguenze alle colture agricole».

Secondo il presidente Gianmichele Passarini, i cambiamenti climatici mettono sotto stress colture così delicate. «Siamo passati da temperature sopra i 20-25 gradi (prima anomalia) dei giorni scorsi alla gelata dell’altra notte (altra anomalia). Le colture in piena vegetazione e i frutteti in fiori ne subiranno le conseguenze anche se dovremo aspettare alcuni giorni per quantificare i danni. Nella nostra regione a soffrire di più sono state le zone pedemontane, collinare e il Trevigiano. Purtroppo, sono attese ancora alcune notti con temperature rigide: in collina, specialmente nelle aree dove si produce Prosecco, le piante erano attive con germogli vigorosi e il rischio è che possano collassare». Tra le colture a rischio anche i tanti frutteti del Veneto: dai kiwi ai ciliegi del Vicentino. Tra il Padovano e Il Veneziano danni alle colture orticole e agli asparagi. I funzionari Cia stanno seguendo la situazione. «Siamo in contatto con i tecnici di Avepa per monitorare i danni. Ci vorrà qualche giorno per capire se sono irreversibili. Certamente sarebbe una situazione drammatica, in un anno in cui si conta di riprendere con le esportazioni per lasciarsi alle spalle le difficoltà che il comparto ha vissuto durante la pandemia. Per questo - conclude Passarini - stiamo valutando la richiesta dello stato di calamità e di un intervento straordinario della Regione Veneto».

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