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HBI, la start up trevigiana dell'anno premiata anche in Cina

Hanno rappresentato l'Italia a Xi’an, in Cina, all’Euroasian Economic Forum, conferenza internazionale organizzata dal Ministero della scienza ed innovazione cinese assieme al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca italiano

TREVISO Nei giorni 21 e 22 Settembre si è tenuto a Xi’an, in Cina, l’Euroasian Economic Forum, conferenza internazionale organizzata dal Ministero della scienza ed innovazione cinese assieme al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca italiano. Tra i temi trattati quello dell’innovazione e delle startup, nonché delle potenziali partnership tra imprese cinesi ed italiane. A rappresentare l’Italia, assieme ad altre 15 startup e aziende avviate, è stata chiamata HBI, vincitrice delle semifinali del concorso “China-Italy Innovation Entrepreneurship Competition 2017”. Durante il forum internazionale, si è tenuta la finalissima del concorso durante la quale, è stata premiata tra le cinque migliori imprese. “Siamo estremamente contenti di questo risultato”, spiega Daniele Basso CEO di HBI, “perché abbiamo conteso il podio con aziende già avviate da tempo. Questa rappresenta per mio l’ennesima conferma che il nostro business plan è solido e che le prospettive di crescita sono ottime. Il nostro obiettivo ora in Cina è riuscire a stringere un accordo commerciale con un partner locale, per poterci aprire al mercato cinese ed asiatico”.

HBI, fondata dal ricercatore Daniele Basso, dall’imprenditore Renato Pavanetto assieme alla società Carretta Srl, ha ingegnerizzato un materiale, chiamato Greenpeat, che può essere utilizzato sia come combustibile solido ad alto rendimento per la produzione di energia pulita rinnovabile, sia come materiale in grado di aumentare la produttività e la fertilità dei terreni, diminuendo l’uso di fertilizzanti chimici e acqua. Ma la vera innovazione di HBI sta nel processo di produzione di Greenpeat: questo materiale unico nel suo genere viene estratto in sole 5 ore dagli scarti organici biodegradabili, prodotti ad esempio dalle industrie agro-alimentari. Del team fanno attualmente parte anche Sara Sbroggiò, i fratelli Massimo, Giancarlo e Andrea Pavanetto e l’ing. Alberto Serena.

“Ora ci stiamo confrontando con alcuni investitori per riuscire a chiudere un primo round di finanziamento, con il quale andremo a realizzare il primo impianto a scala industriale”: sottolinea Renato Pavanetto. “Ad Ottobre saremo a Cipro per la finale internazionale del Climate KIC e ci contenderemo il podio con startup di altri 35 paesi”. HBI insomma è non solo sinonimo di innovazione, ma anche di passione che mette insieme elementi importanti del nostro futuro quali : la salvaguardia dell’ambiente, i giovani ed il know-how tecnologico ed imprenditoriale delle aziende del territorio.

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