Virus e blocco, appello degli imprenditori: «Sospendere le tasse, anche regionali, e immettere liquidità»

ReteSi solleva la questione per far fronte ad un'emergenza che altrimenti «metterebbe in ginocchio il Paese»

Anche gli imprenditori di ReteSi lanciano un appello in queste ore tanto alla Regione quanto al Governo affinchè intervenga immediatamente con aiuti e misure mirate per fare in modo che le attività che non possono riaprire a breve o che già denunciano perdite consistenti vengano effettivamente sostenute.

Sono i produttori il tesoro delle nazioni

Si legge nel comunicato degli imprenditori: «Il tesoro delle nazioni che progrediscono, che danno reddito e benessere ai propri cittadini, sono le imprese, con i propri lavoratori e le filiere di partite IVA, definiti “produttori”. Esportando in valuta ben di più di ciò che importiamo, arricchiamo i forzieri della Banca d'Italia con un surplus di valuta forte; se questo surplus non viene sprecato in politiche assistenziali e spesa pubblica dissennata, con incremento del debito come avvenuto in passato, potrebbe rappresentare un’utile leva di rinascita economica per governanti capaci e professionali. I produttori ricordiamolo bene, contribuiscono altresì a 2/3 (il 66%) delle entrate dello Stato». 

Aiuti immediati e sospensione tasse

L’epidemia in corso ha fermato quasi i due terzi dei  produttori, con gravissimi riflessi sull'economia della nazione e questo si teme possa ridurre anche l'export con riflessi sulla bilancia dei pagamenti. Di qui le ricette degli imprenditori di ReteSi: «Lo Stato deve intervenire dando aiuti economici immediati a tutti i produttori, a fondo perduto, ed al resto delle famiglie bisognose; evitando che una parte fallisca così da vedersi lo Stato le proprie entrate ridursi drasticamente. Lo Stato finirebbe senza più risorse per pensioni, sanità, welfare vari e spesa pubblica, oltre dover affrontare disoccupazione e quindi ulteriori costi sociali galoppanti. Inoltre chiediamo che si sospenda, per la durata del blocco, alle aziende chiuse per decreto, qualsiasi versamento di tasse o tributi, sia Statali che Regionali o Comunali e che si riducano di almeno il 50% tutte le utenze energetiche, varie utenze ed affitti; impedendo per legge, per i prossimi 6 mesi, estendibile se permarrà il blocco, qualsiasi procedura concorsuale, di fallimento o coercitiva da parte di chicchessia, verso imprese o famiglie: perchè nessuno deve fallire a causa del virus».

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Liquidità subito

Gli imprenditori, infine, ribadiscono la necessità di ripartenza e di una liquidità immediata: «Lo Stato non deve lasciar passare altre settimane: subito deve versare nel Conto Corrente di chi ha attività economiche, lavoratori e famiglie, una percentuale, un ammontare non restituibile, a fondo perduto. In questo senso anche il progetto di una doppia moneta, se l’EU non darà aiuti, ad uso solo interno, per finanziare la nostra economia e crescita per molti diventa indispensabile per non finire soffocati o strangolati dai concorrenti europei. Lo abbiamo sostenuto già alcuni giorni fa e oggi resta comunque un'alternativa per non finire soffocati».

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