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Economia

Imu: salasso da due milioni per le case popolari dell’Ater

Per pagare l'imposta si stima che l'Ater di Treviso dovrà vendere in media quaranta alloggi popolari all'anno, senza però poterli rimpiazzare con altri

Dopo la mazzata da 35 milioni di euro su prime e seconde case e su attività commerciali del capoluogo della Marca, sta per arrivare quella sulle case popolari gestite dall’Ater. E quella di Treviso, che conta seimila immobili in tutta la Provincia, dovrà versare allo Stato quasi due milioni di euro di Imu.

Anche sulle case popolari verrà applicata la rivalutazione del 60 per cento delle rendite catastali: un vero e proprio salasso. L’unico spiraglio resta la possibilità per il Comune di introdurre l’aliquota minima del quattro per mille oppure quella più elevata del sette per mille e oltre. Alle Ater del Veneto, dunque, non resta che sperare che la Regione approvi una nuova legge sulle dismissioni che permetta alle aziende di vendere almeno una parte del patrimonio agli inquilini disposti ad acquistare la casa nella quale vivono in affitto.

Nelle scorse settimane l’Associazione Regionale della Ater Venete ha deciso, su proposta di Pierantonio Fanton vicepresidente dell’Ater di Treviso, di ricorrere alla Corte Costituzionale contro le rendite catastali applicate anche agli alloggi popolari, sebbene esse non diano rendite.

In attesa dei tempi burocratici, però, i bilanci delle Ater dovranno inserire anche la voce Imu. Fanton ha dichiarato che l’Ater di Treviso dovrà vendere mediamente quaranta alloggi l’anno per poter pagare l’Imu. Di conseguenza ci saranno sempre meno casa popolari a disposizione delle famiglie in difficoltà.

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