Innovazione e Coronavirus: dalla Marca un progetto anti contagio nato in smart working

Nasce Thermo Access, un dispositivo semplice ed immediato che opera attraverso uno sistema di rilevazione della temperatura corporea e pronto all’utilizzo in 5 minuti

Epidemia e quarantena da Ebola: fatta in Libera nel 2014. Epidemia e Quarantena da Coronavirus: fatta in Italia nel 2020. Ripartenza con innovazione e smartworking: fatta in Italia nel 2020. Questa in sintesi la storia di due imprenditori veneti, un padovano e un trevigiano, che da anni collaborano assieme e che in questi giorni, all’inizio della Fase 2, presentano il loro prodotto neonato, frutto della quarantena e dello smart working. Il primo, padovano è Andrea Minozzi amministratore delegato di quattro aziende autonome e fortemente interconnesse tra di loro che operano nel settore dell’elettronica applicata agli impianti, in Italia e all’estero. Il suo socio in affari, invece, è Diego Pol amministratore unico di Cesaf Srl società di Vittorio Veneto che da decenni opera nel settore del contract e delle telecomunicazioni in Italia e all’estero,

Entrambi erano in Liberia a gestire i relativi cantieri nel 2014 quando scoppiò l’ebola. Assieme hanno condiviso la triste esperienza dell’epidemia dalla terribile malattia virale che ha colpito il continente africano. A distanza di 6 anni eccoli anche a condividere, questa volta nel loro paese, il Coronavirus. Forse perché già “esperti di pandemia” i due imprenditori hanno fatto propri alcuni insegnamenti dalla gestione dell’Ebola e li hanno applicati in questa quarantena. “In Africa durante l’ebola non c’era certo lo stesso controllo e prevenzione che  sono applicati oggi in Italia. Noi avevamo paura allora, sentimento che non vogliamo che provino i nostri concittadini, soprattutto oggi nella Fase 2" spiega l’imprenditore padovano Minozzi.

“Per questo - prosegue il trevigiano Pol - abbiamo fatto leva sulla prevenzione come fondamento per la normalità di domani e abbiamo inventato, progettato e creato Thermo Access, un dispositivo semplice ed immediato che opera attraverso uno sistema di rilevazione della temperatura corporea, concepito a totem integrato e preconfigurato, studiato per la misurazione non solo nell’individuo adulto, ma anche nel bambino e nel disabile in carrozzina, pronto all’utilizzo in 5 minuti, senza l’ausilio di nessun tecnico per l’installazione, il tutto nel totale rispetto della privacy dell’utente. Il tutto con tecnologia Siemens”. “A distanza” anche l’assistenza o l’eventuale manutenzione del totem, possibile grazie al supporto da remoto, tramite accesso web riservato.

Come funziona il dispositivo? Il  viso dell’utente viene inquadrato dalla telecamera e visualizzato nel display che visualizzerà  la possibilità di entrare o meno all’interno dei locali, se viene misurata una temperatura inferiore a 37,5°C. Thermo Access, inoltre, esegue il conteggio delle persone in entrata ed uscita in modo da garantire sempre il numero corretto di accessi contemporanei all’interno del locale, può essere collegato all’apertura di porte automatiche, tornelli, varchi, invia mail in automatico al responsabile della sicurezza e/o ufficio personale segnalandone il superamento della soglia massima (collegamento rete interna o router 4G), può anche interfacciarsi tramite tecnologia RFID con tutti i badge o tag di accesso ai locali comunicando al software gestionale, oltre che la presenza, anche la temperatura corporea. Il tutto garantendo 1024 scansioni al secondo essendo alimentato semplicemente da una presa di corrente.

Il modello master è un dispositivo robusto (pesa quasi 80 kg), che utilizza tecnologia industriale antiurto e antimanomissione; ma c’è anche una versione mini, in fase di test finale, utilizzabile nel trasporto pubblico e privato per misurare la temperatura e il numero di persone che accedono nei mezzi di trasporto. Entrambi i modelli, poi, prevedono due possibilità di accedere agli incentivi statali anti contagio da Covid sul credito d’imposta, non cumulabili. La produzione su vasta scala di Thermo Access è quindi iniziata ufficialmente il 4 maggio e di pari passo il lancio sul mercato e i primi clienti, con una produzione di circa 200 pezzi al giorno. Un’opportunità anche lavorativa, visto che questa nuova linea produttiva tra Padova e Treviso richiederà l’impiego di almeno 70/80 persone che le due società andranno ad integrare al loro organico. Opportunità lavorativa che i due imprenditori veneti hanno già allargato ad un’altra parte d’Italia, nello specifico ad un terzo imprenditore, pugliese, già socio in affari di Minozzi e Pol. 

Pochi mesi fa infatti l’imprenditore padovano ha creato una nuova azienda, la C.M. Solutions Srl assieme a Alessio Ciaurri che dà lavoro a oltre 100 professionisti che operano come hub di competenze tecniche fortemente orientate alla soluzione impiantistica a supporto di progetti complessi. Proprio poco prima della quarantena era stato aperta l’azienda in quel di Mestrino. Forti di questo progetto innovativo e di prevenzione i tre imprenditori sono andati addirittura oltre, aprendo ad una “rivoluzione gentile”. “E’ cambiato il Mondo, sono cambiate le nostre abitudini, tutti parlano di un nuovo mondo che dobbiamo andare a costruire - commenta Minozzi - E noi vogliamo cambiarlo non solo sul versante della sicurezza e del lavoro, ma anche con un occhio e una prospettiva in rosa. Si è detto anche che la presenza femminile, così importante in questa quarantena e nella nostra società, sia fondamentale per rifondare un mondo in parità. Noi lanciano questo Thermo Access e vogliamo dare contemporaneamente un accesso migliore proprio alle donne aiutandole in questa opera educativa soprattutto. Per questo abbiamo destinato un 3% sulle vendite di Thermo Access al Cantiere delle donne, una community nata proprio in Veneto per dare voce alle donne, realizzare progetti, portare avanti attività e battaglie per il bene di tutti, che oggi conta quasi 3400 donne da tutta Italia, un numero in continua crescita. Da noi la componente femminile – spiega Pol – è pari al 40% degli occupati e svolge ruoli apicali così come tecnici e amministrativi. Anche attraverso questo gesto vogliamo rilanciare l’occupazione femminile, così come il posizionamento delle stesse donne sia lavorativo che sociale, i servizi per la conciliazione lavoro e famiglia e molto altro. E lo vogliamo fare sia all’interno delle nostre aziende ma fungere anche da esempio e da stimolo per altri colleghi imprenditori, veneti ma non solo".

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“Noi abbiamo sposato la causa della community del Cantiere delle donne - spiega Ciaurri - perché abbiamo capito che il mondo che abbiamo davanti oggi è diverso e e va cambiato nelle fondamenta anche sociali. Lo stesso Conte pochi giorni fa ha detto che aumenterà la presenza femminile nei gruppi di lavoro e abbiamo visto come molte donne in questa emergenza sanitaria sono state in prima linea, in tutti i campi. Ecco perché noi per primi, ma speriamo anche altri imprenditori illuminati e sensibili, ricominciamo anche economicamente parlando dando voce, spazio e occasioni alle donne con iniziative che partono dal basso per arrivare a cambiare il mondo“. Il padovano Andrea Minozzi tra l’altro non è nuovo a queste iniziative sociali. E’ stato lui il primo imprenditore italiano a promette un bonus in busta paga a quanti tra i suoi dipendenti volessero donare sangue o midollo osseo e a sostenere così le attività di Admo Padova di cui è cui continua ad essere un sostenitore.

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