Big data, analytics e ai: l'industria 4.0 tra Italia e Germania nel webinar di i-center con Martin Schleef

L’ingegnere tedesco, dirigente di Fraunhofer IPA, la maggiore organizzazione europea per l’applicazione della ricerca e lo sviluppo di tecnologie verso le imprese, è intervenuto sui nuovi scenari economici post-Covid e sulle possibilità offerte alle PMI dal digitale e dalle nuove tecnologie. All'evento hanno partecipato un centinaio di aziende del territorio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

L’applicazione delle nuove tecnologie ai processi organizzativi e produttivi delle aziende, la propensione a un’innovazione costante di modelli di business e prodotti e la centralità delle competenze umane per trarre il massimo vantaggio dalle potenzialità della “quarta rivoluzione industriale”, anche nell’era post-Covid. Sono questi alcuni dei temi di cui parla Martin Schleef, ingegnere e direttore della Business Unit Machinery and Equipment Industry al Fraunhofer IPA, ospite del webinar organizzato giovedì 9 luglio dalle ore 11 alle ore 12 da I·Center, l’innovation hub dedicato alle PMI fondato da Considi, t²i – Trasferimento Tecnologico e Innovazione e TAG Padova. Il tema dell’Industria 4.0 è infatti al centro della trasformazione economica e produttiva in Italia e nel mondo e sta portando a una produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa, basata sulle tecnologie digitali e su alcune direttrici di sviluppo ben definite: l’ampio utilizzo dei dati (open data, big data, Internet of Things), l’Analytics (ricavare valore dalla raccolta e dall’utilizzo dei dati) e l’AI (Intelligenza Artificiale, interazioni uomo-macchina e macchina-macchina, robotica). Un processo di trasformazione profondo, che sta cambiando i paradigmi del business ma che richiede al contempo lo sviluppo di nuove competenze professionali. Un appuntamento importante (a cui hanno preso parte circa 100 PMI del territorio) per fare il punto sulla “via tedesca” all’Industria 4.0, confrontando l’esperienza della Germania con quella italiana. La pandemia di Covid-19, che ha colpito – anche se con intensità diversa – entrambi i Paesi, ha dimostrato una volta di più l’imprescindibilità per aziende e servizi di mantenere un approccio innovation-oriented e di puntare sul digitale e sui nuovi modelli organizzativi e produttivi quale fattore strategico per mantenere la competitività sul mercato e intercettare soluzioni adatte a un quadro economico inedito e in continua evoluzione.

Quella di Schleef è una delle voci più autorevoli della Fraunhofer Gesellschaft, la maggiore organizzazione europea per l’applicazione della ricerca e lo sviluppo di tecnologie verso le imprese, che conta 25mila ricercatori e di 65 diversi centri di ricerca in Europa e all’estero e che nel 2013 ha elaborato a livello scientifico il piano “Industrie 4.0” del Governo tedesco. Entrato a far parte nel 2015 di Fraunhofer – IPA Institute for Manufacturing Engineering and Automation (l’Istituto della Fraunhofer Gesellschaft, con sede a Stoccarda, specializzato nell’applicazione delle tecnologie digitali per innovare i prodotti e la loro produzione, elevando la competitività delle imprese), Martin Schleef ha maturato una lunga esperienza professionale nel campo dell’ingegneria, della progettazione e della costruzione di stabilimenti nell’industria elettronica, portando a termine progetti in Germania, in Italia e a Taiwan. In qualità di Head of Business Unit Machinery and Equipment Industry di Fraunhofer IPA, Schleef organizza le competenze di 15 dipartimenti dell’Istituto e oltre mille ricercatori, promuovendo progetti collaborativi con le imprese per trasferire nuovi approcci organizzativi e tecnologici alla produzione. Schleef partecipa, inoltre, allo sviluppo di numerosi progetti di ricerca sostenuti dai Land tedeschi e dal Governo federale, ma anche dalla Commissione europea. A dialogare insieme l’ingegnere tedesco sono i partner di I·Center Gianni Dal Pozzo, CEO di Considi, Gianni Potti, Presidente di Fondazione Comunica, Roberto Santolamazza, Direttore generale di t²i – Trasferimento Tecnologico e Innovazione, e Fabio Cappellozza, Presidente di Considi. Il webinar è dedicato soprattutto alle PMI del territorio, protagoniste del piano di sviluppo tecnologico di Industria 4.0 e che rappresentano, in Germania come in Italia, una porzione essenziale dell’economia nazionale, diventando il tessuto produttivo di riferimento dei rispettivi progetti di trasformazione tecnologica e transizione digitale. «Le PMI sono competitive – commenta Gianni Dal Pozzo, CEO di Considi e partner di I·Center – laddove possono contare su talenti formati alla scuola dell’innovazione. Il sistema Fraunhofer Gesellschaft ha mostrato nei suoi settant'anni di storia, sino alla quarta rivoluzione industriale, quanto importante sia per il sistema manifatturiero e dei servizi la ricerca applicata. Un'attitudine radicata anche in Italia, con gli ITS e con la presenza decennale del Fraunhofer a Bolzano, che le imprese riconoscono basilare per la crescita sul mercato». «La Germania è stata la prima nazione a livello mondiale a definire una strategia a sostegno della digitalizzazione del proprio comparto manifatturiero, la nostra Industria 4.0 e a loro va quindi attribuita la Industry 4.0 – dichiara Gianni Potti, Presidente di Fondazione Comunica – È una grande occasione avere ospite di I-Center il Fraunhofer, il più grande centro di ricerca tedesco, vero motore della sfida del 4.0 tedesco, ma anche europeo». «Il coronavirus ha investito in maniera inaspettata le economie e i sistemi produttivi di tutto il mondo – sottolinea Roberto Santolamazza, Direttore generale di t2i – Lo scenario inedito in cui ci troviamo richiede un ripensamento completo dei tradizionali modelli di business e dei processi produttivi di aziende e servizi.

A maggior ragione oggi occorre incentivare la transizione digitale e il trasferimento tecnologico delle imprese, puntando su elementi quali la scalabilità e la flessibilità e ponendo al centro lo sviluppo di competenze adeguate, perché le nuove tecnologie e l’innovazione non siano il fine ma lo strumento attraverso cui aziende e lavoratori possono rimanere competitivi sul mercato». «Sapevamo che il progetto I·Center – conclude il Presidente di Considi Fabio Cappellozza – nasceva solido e determinato a fornire strumenti di conoscenza di alto livello per manager e imprenditori votati all’innovazione. Con Satoshi Kuroiwa abbiamo avuto una preziosa anticipazione sui cambiamenti che le tecnologie digitali porteranno all’idea stessa di società, nel grande laboratorio sociale che il Giappone rappresenta. Con Martin Schleef abbiamo compreso che l’innovazione digitale è una lingua comune per Germania e Italia, una lingua che i nostri sistemi industriali parlano già». Quello con Martin Schleef è il secondo dei tre workshop che I·Center ha programmato per questo 2020 con l’obiettivo di fare il punto, insieme a imprese, esperti e professionisti del settore, sullo stato dell’arte del programma Industria 4.0 e sulle prospettive future di sviluppo, prendendo in considerazione le esperienze di Paesi considerati benchmark per l’Italia, quali la Germania e il Giappone. Lo scorso maggio, ospite del webinar era stato il sensei di Toyota Satoshi Kuroiwa, mentre il prossimo appuntamento vedrà la partecipazione del ministro per l’Innovazione Paola Pisano. In ottemperanza alle vigenti norme anti-assembramento dovute all’emergenza coronavirus, gli incontri non si svolgono più in presenza fisica ma sfruttando tutte le potenzialità della Rete e del digitale.

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