Labomar entra in Borsa: presentata la comunicazione di pre-ammissione

Il commento del fondatore Walter Bertin: «Intendiamo raccogliere risorse per crescere più velocemente e cogliere nuove occasioni nel mercato, anche per potenziali acquisizioni»

Walter Bertin, fondatore di Labomar

Labomar annuncia di aver presentato la comunicazione di pre-ammissione alla Borsa Italiana, funzionale all’ammissione alle negoziazioni delle proprie azioni ordinarie a Piazza Affari, sul mercato Aim Italia. L’operazione di quotazione sul mercato Aim Italia, interamente in aumento di capitale, ad esclusione dell’opzione greenshoe, è rivolta a investitori istituzionali italiani ed esteri, e ad investitori professionali. La quotazione è finalizzata a sostenere una strategia di M&A oltre che ad accelerare il percorso di crescita organica. Il range di prezzo è stato fissato tra un minimo di 5,7 euro e un massimo di 6,4 euro, corrispondenti ad un equity value pre-money di 80,7 milioni di euro e 90,6 milioni rispettivamente.

Fondata da Walter Bertin nel 1998 a Istrana, Labomar è un Cdmo (Contract Development and Manufacturing Organization), ossia società specializzata nello sviluppo e produzione di integratori alimentari, dispositivi medici, alimenti a fini medici speciali e cosmetici per conto terzi. Il suo team di ricerca lavora per creare, sviluppare e realizzare prodotti ad alto valore aggiunto nel campo della nutraceutica, con una particolare vocazione all’innovazione. Molti degli integratori prodotti da Labomar si avvalgono di tecnologie brevettate in grado di aumentare la biodisponibilità degli attivi, modularne l’assorbimento gastrointestinale e migliorarne il gusto. Negli oltre 20 anni di vita, Labomar ha costruito un business model che la differenzia dai concorrenti del settore e che è in grado di generare valore per tutti i propri stakehoder, offrendo un servizio full service a 360 gradi, con elevati standard di qualità e produttività. Vanta un dipartimento di ricerca e sviluppo strutturato e all’avanguardia, una squadra commerciale in grado di rispondere tempestivamente alle richieste del mercato e un’elevata differenziazione di prodotto, anche grazie ai brevetti e formule proprietarie (nel dettaglio, circa il 34% dei ricavi 2019 è generato da brevetti o formule di proprietà del gruppo). Labomar ha chiuso il 2019 con Ricavi pro-forma consolidati di 56,6 milioni di euro (43,5 milioni nel 2018), un EBITDA pro-forma adjusted di 12,2 milioni di euro (9,0 milioni nel 2018), un EBIT pro-forma adjusted di 8,3 milioni di euro (6,2 milioni nel 2018) e un utile netto pro-forma adjusted di 5,7 milioni di euro (4,3 milioni nel 2018). I risultati 2019 proforma tengono conto dell’acquisizione della società canadese ImportFab, chiusa nel mese di ottobre dello scorso anno, come se fosse stata consolidata per l’intero anno. Nei primi 6 mesi del 2020, Labomar ha registrato ricavi consolidati pari a 33,0 milioni di euro ed un EBITDA consolidato pari a 7,8 milioni di euro. Labomar crede profondamente in un sistema aziendale fondato sulla sostenibilità, sull’attenzione alle persone, all’ambiente e alla comunità, e per questo motivo ha cambiato il proprio statuto divenendo Società Benefit: il nuovo status giuridico, introdotto in Italia nel 2016, formalizza la scelta di puntare su un modello di sviluppo responsabile, sostenibile e trasparente, che integra gli obiettivi economico-reddituali con aspetti di natura sociale e ambientale.

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Walter Bertin, fondatore e amministratore delegato di Labomar, commenta: «Abbiamo lavorato in questi anni con l’obiettivo di essere un partner innovativo e affidabile per i nostri clienti. Oggi siamo una realtà riconosciuta e apprezzata nel nostro Paese e in Europa. Grazie alla recente acquisizione di ImportFab, abbiamo accelerato il percorso verso l’internazionalizzazione, aprendo una porta d’accesso privilegiato verso il primo mercato al mondo del settore per dimensione, quello statunitense. Abbiamo imparato a dialogare, con successo, con investitori finanziari – ha anche affermato Walter Bertin – avendo avuto dal 2012 al 2018 nel nostro capitale il Fondo Italiano di Investimento. Con la quotazione intendiamo raccogliere risorse per velocizzare la nostra crescita, cogliere nuove occasioni sul mercato e valutare possibili acquisizioni». Nell’operazione di ammissione alle negoziazioni su AIM Italia Labomar è assistita da IMI - Intesa Sanpaolo (Global Coordinator & Joint Bookrunner), CFO SIM (Joint Bookrunner), Banca Mediolanum (Nomad e Financial Advisor), BModel (Corporate Financial Advisor), PwC (Business Plan Advisor), EY (Società di Revisione), Pavia e Ansaldo (Studio Legale dell’Emittente), Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners (Studio Legale del Global Coordinator, dei Joint Bookrunner e del Nomad), Thanai Bernardini (Communication Advisor) e Twin (IR Advisor).

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