Cessalto, il bucato in lavanderia si controlla con il palmare

Idea innovativa dell'Imesa, azienda che produce attrezzature per il lavaggio e che ha da poco acquisito la Asac di Ponte di Piave, specializzata in dispositivi palmari

La gestione della biancheria da lavare nelle strutture comunitarie, come residenze per anziani ed ospedali, potrà essere gestita in tutta la filiera grazie ad una tecnologia che ne segue il percorso attraverso un sistema di radio identificazione evitando anche errori nella distinzione della natura del tessuto.

Questo grazie ad Iris, una nuova realtà industriale nata dall'acquisizione del controllo di un'azienda di Ponte di Piave, la Asac, specializzata nella produzione di dispositivi palmari per la ristorazione, da parte di Imesa, di Cessalto, produttrice di grandi attrezzature per il lavaggio.

Attraverso l'applicazione di una piccola etichetta con un circuito di identificazione a radiofrequenza (Rfid), cioè, la biancheria mandata al lavaggio potrà essere tracciata in modo invisibile da posto letto a lavanderia e il ritorno. I segnali Rfid permetteranno in modo immediato di distinguere la fibra tessile del capo e quindi di destinarlo subito all’appropriata modalità di lavaggio, per poi farlo ritornare senza imprevisti al suo proprietario.

La selezione dei capi non richiede né un esame visivo, né un dispositivo ottico e quindi può essere effettuata anche da persone con disabilità o che non parlino la lingua del proprietario del capo.

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"Una prossima applicazione di questa tecnologia – ha spiegato Luciano Miotto, amministratore delegato di Imesa – sarà nella gestione della raccolta differenziata dei rifiuti, così da monitorare effettivamente ciascuna utenza e sul materiale conferito calibrare singolarmente la tariffa per la raccolta e lo smaltimento". (ANSA)

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