Economia

Concorrenza sleale del lavoro, il Veneto ha la percentuale più bassa d'Italia

In Veneto la percentuale è di poco inferiore al 65%, nella Marca la percentuale scende di 1.3 punti percentuali rispetto a quella nazionale, posizionandosi nella classifica regionale al terzo posto dopo Verona e Padova

TREVISO Al 3° trimestre  del 2015 in Italia risultano esposte alla concorrenza sleale del lavoro sommerso e dell’abusivismo 898.902 imprese artigiane, pari a due terzi dell’artigianato nazionale; in Veneto la percentuale è di poco inferiore, 65%; nella Marca invece la percentuale scende di 1.3 punti  percentuali rispetto a quella nazionale, 64.5% posizionandosi nella classifica regionale al terzo posto dopo Verona e Padova. A livello nazionale i comparti dei servizi alla persona, trasporti/magazzinaggio e ristorazione/alloggi sono quelli più fortemente esposti al fenomeno. 330.233 imprese, pari ad un quarto dell’artigianato italiano, subiscono la concorrenza sleale del sommerso; a livello Veneto sono 29.827, pari al 22.47% del totale delle imprese artigiane venete. Nella Marca sono 5.000 ovvero il 21.09% del monte complessivo così ripartite: 2.900 nei servizi alla persona, 1.400 nei trasporti/magazzinaggio, 688 nella ristorazione/alloggi. Tra i settori trevigiani a media esposizione rilevano le costruzioni, l’informazione/ comunicazione, la fabbricazione di mezzi di trasposto.

In Italia il tasso di lavoro irregolare più basso si registra a Nordest , 9.1%, seguito dal Nordovest, 9.9% e dal Centro 12.4. Nel Mezzogiorno il dato,  18.9%,  è quasi il doppio rispetto a quello del centro Nord 10.4%. La media nazionale di lavoro irregolare è del 12.8%. Il Veneto è la regione italiana che presenta una quota di lavoro irregolare più bassa in assoluto attestandosi all’8.5%, seguita dalla provincia autonoma di Bolzano  (8.7%). Nell’arco del triennio 2011-2013 l’ economia sommersa e illegale è cresciuta del 2,4% mentre l’economia regolare è scesa dello stesso identico valore. L’economia illegale cresce del 6,9%, tasso più elevato di quello dei 28 settori dell’economia regolare. Sono 6.897.000 le persone che acquistano beni e servizi che contengono lavoro irregolare, con una spesa del 75,5% superiore alla media Ue.

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