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Convegno Cna Treviso

Convegno Cna Treviso

Crisi, futuro incerto per 3500 lavoratori trevigiani con la legge Fornero

In un convegno, giovedì sera, Cna Treviso ha parlato di legge Fornero e ricadute sui lavoratori trevigiani. 3.500 artigiani, a gennaio, rischiano di perdere le indennità Inps

Oltre 7mila posti di lavoro in meno in un anno, il 32 per cento di iscritti alle liste di mobilità e 3.500 persone che non sanno ancora se da gennaio percepiranno le indennità Inps.

Questo il punto sulla crisi occupazionale nella Marca trevigiana presentato ieri durante un convegno organizzato dalla CNA provinciale di Treviso, che ha visto la partecipazione del giuslavorista e senatore Pietro Ichino e del presidente nazionale dell’Associazione artigiana Ivan Malavasi.

LEGGE FORNERO - I numeri presentati da Alfonso Lorenzetto, presidente provinciale CNA, stridono con l'innalzamento di crescita e occupazione promessi dalla legge sul mercato del lavoro del Ministro Elsa Fornero.

"La parte che ci lascia insoddisfatti riguarda soprattutto la flessibilità in entrata – ha evidenziato Lorenzetto – Invece di favorire le assunzioni, in particolare a tempo determinato, introducendo misure strutturali la legge Fornero ha irrigidito le forme di assunzione diverse dal contratto a tempo indeterminato. Ma l’assunzione a tempo indeterminato non si raggiunge introducendo maggiori difficoltà nell’instaurazione dei rapporti, né con l’aumento del costo dei contributi per i contratti a termine e a progetto, o con la forte limitazione agli strumenti della partita Iva e dell’associazione in partecipazione".

Secondo CNA di Treviso, piuttosto, sarebbe stato più produttivo aumentare la capacità di controllo, per sanzionare gli abusi senza aggiungere nuove difficoltà burocratiche e maggiori costi per le imprese.

"Appare del tutto contraddittoria – ha aggiunto Lorenzetto – la misura che prevede l’obbligo di pagare una contribuzione aggiuntiva in caso di licenziamento di un lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato: ciò appare un incomprensibile appesantimento proprio della tipologia contrattuale che si vorrebbe favorire".

IN SOSPESO - L'urgenza che preoccupa maggiormente il mondo artigiano trevigiano riguarda 3.500 lavoratori sospesi, ai quali "a 50 giorni dal primo gennaio non siamo in grado di dire se potremo erogare nel 2013  l’indennità Inps/ente bilaterale con modalità similari a quelle degli ultimi quattro anni".

Al grido di allarme lanciato da Cna Treviso, ha risposto oggi l'assessore regionale Roberto Ciambetti.

RISPOSTA DALLA REGIONE - “La Regione – ha precisa l’assessore – ha stanziato nell’ultimo biennio per lo sviluppo economico circa 276 milioni, che certamente avrebbero potuto essere di più se non fossimo bloccati dal tetto di un patto di stabilità abnorme. Non è colpa della Regione del Veneto se Roma ci impone un limite di spesa pari a 491 euro pro-capite contro una media nazionale di 648 euro. E’ anche per questo che non si riesce a spendere per le imprese".

“In un contesto come questo – ha spiegato Ciambetti – non si può poi dimenticare che nell’ultimo anno abbiamo dovuto far fronte non solo alle politiche restrittive imposte dal Governo, ma anche fronteggiare una emergenza alluvionale di non poco conto. Su tutto poi un particolare tutt’altro che marginale: pur avendone avuto la possibilità non abbiamo aumentato le tasse e abbiamo i conti perfettamente in ordine”.

“Mi sembra chiaro, giusto e legittimo – ha concluso l’assessore – che il presidente della Cna guardi ai fondi destinati alle piccole imprese e non si curi, per
esempio, delle risorse per gli ospedali. Lui guida un sindacato di datori di lavoro, guarda con responsabilità e competenza alle sue imprese. Chi governa la Regione ha il dovere di pensare a tutti. Ciononostante siamo a fianco delle nostre imprese, convinti che facendo squadra potremo superare questo difficile momento per la nostra economia. E la testimonianza di questo è rappresentata anche da quel patto per lo sviluppo, che anche la Cna ha firmato, e che siamo sicuri rappresenterà uno strumento strategico per riuscire ad agganciare la ripresa ed uscire tutti insieme dalla crisi".

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